Caso Speciale, parte il processo sulla querela contro il ministro

Il generale denunciò Padoa Schioppa per diffamazione Continua l’indagine su Visco

Domani parte davanti al Tribunale dei ministri il procedimento sul ministro Tommaso Padoa-Schioppa denunciato per diffamazione dall'ex comandante della Guardia di finanza, Roberto Speciale. Il presidente Anna Battisti ha dato così il via alla fase istruttoria che condurrà con i giudici Andrea Fanelli e Paolo Emilio De Simone, sul fascicolo pervenuto nel luglio scorso dal sostituto procuratore di Roma Angelantonio Ravanelli. Quest'ultimo non solo aveva ritenuto la querela di Speciale meritevole del vaglio del Tribunale, ma aveva anche sollecitato alcuni atti istruttori come l'audizione, parrebbe, dello stesso ex comandante. Speciale si ritenne diffamato dall'intervento che Tps fece in aula il 6 giugno, intervenendo al dibattito sulla destituzione dell'ex numero uno delle Fiamme gialle. Il ministro accusò Speciale di aver gestito la Finanza come un corpo separato dello Stato, tra personalismi e privilegi. Ora la parola quindi al Tribunale dei ministri per le audizioni. Tra l'altro, se Speciale non dovesse venir convocato, avrebbe comunque diritto a chiedere di essere sentito. La fase istruttoria sarà relativamente breve. In un paio di settimane Battisti deciderà se investire il Senato con la richiesta di autorizzazione a procedere (che verrebbe votata dall'aula) oppure l'archiviazione.
È invece più avanti il procedimento per minacce e abuso d'ufficio che vede indagato il viceministro Vincenzo Visco dalla procura di Roma, dopo la pubblicazione sul Giornale dei verbali di numerosi generali della Gdf che denunciavano una intromissione del politico che nell'estate del 2005 avrebbe chiesto la rimozione dell'intera scala gerarchica della Gdf in Lombardia. Il Pm Ravanelli ha chiuso le indagini preliminari e deve decidere insieme al procuratore capo Ferrara se chiedere il rinvio a giudizio per il vice ministro oppure l'archiviazione. Il procuratore capo ha sempre smentito che tra lui e il suo sostituto ci fossero divergenze sullo sbocco del procedimento. Una decisione è comunque attesa entro fine mese. Con due ipotesi: la prima è la richiesta di processo e la relativa fissazione dell'udienza preliminare, la seconda vedrebbe la procura orientata a chiedere l'archiviazione delle indagini. A questo punto Speciale, essendosi costituito parte offesa, potrebbe opporsi chiedendo al gup una Camera di Consiglio. Infine, è stato rinviato a novembre il terzo procedimento aperto sulla vicenda, ovvero quello davanti al Tar Lazio con citazione firmata da Speciale contro la sua rimozione e con la richiesta di 5 milioni di danni.