Il caso Spim e l’intervento «a tempo»

Ho letto con sorpresa l'intervento della consigliera Della Bianca in riferimento a quanto Spim ha fatto e farà per tutelarsi nei confronti del derivato finanziario definito «tossico».
Anzitutto, non può essere taciuta la significativa differenza tra i casi di Milano e Acqui Terme con quello di Genova: a Milano e Acqui Terme, infatti, l'intervento della magistratura si deve a soggetti terzi rispetto all'Amministrazione Comunale. Nel caso di Spim, ben diversamente, la segnalazione della grave anomalia del contratto derivato si deve alla stessa società che, in via del tutto spontanea e senza attendere interventi «esterni», ha tempestivamente presentato un articolato dossier alla Procura della Corte dei Conti.
In secondo luogo, il percorso di Spim per tutelarsi nei confronti di quanti hanno determinato un danno alla società, è stato illustrato nelle sedi competenti, ossia in due sedute congiunte delle Commissioni del Consiglio Comunale di Genova, Bilancio e Società partecipate. In quelle sedi, Spim ha illustrato analiticamente le ragioni tecniche in forza delle quali si è reso necessario un ulteriore approfondimento, di tipo sia legale che finanziario, indispensabile per poter efficacemente intraprendere ulteriori azioni legali a tutela della Società. L'obiettivo, infatti, è di evitare passi falsi che possano poi tradursi in un nulla di fatto, come purtroppo avvenuto per altri Comuni che si sono scontrati con la forza degli uffici legali delle grandi banche.
Il percorso delineato da Spim ha ricevuto piena approvazione dalle competenti Commissioni del Consiglio Comunale, trovando d'accordo senza eccezioni la maggioranza e l'opposizione.
Non si è segnalata, in quelle sedute, la voce contraria della consigliera Della Bianca che, pur presente, si è astenuta dall'intervenire suggerendo il diverso percorso che oggi, invece, è stato tratteggiato mediante un intervento giornalistico di sapore pre-elettorale.
*presidente di Spim