CASO STEFAN Piccolo rom «rapito»: in affido anche le sorelline

Il tribunale toglie le due bimbe alla famiglia: andranno con la mamma in una struttura protetta

Anche Narcisa e Michaela, di 9 e 2 anni, sorelline di Stefan, dovranno essere sottratte al padre, pur se insieme alla madre, affidate al Comune e destinate quindi a finire in un struttura protetta. Lo ha deciso nei giorni scorsi il Tribunale di minori, anche se il provvedimento nei confronti della famiglia rom non è stato ancora eseguito.
Il caso di Stefan, 8 anni, balzò all’attenzione della cronaca quando venne «rapito» dal Centro per il bambino maltrattato di via Spadini da alcune persone rimaste ignote. Che ben presto si scoprì essere amici dei genitori, Vasile 37 anni e Floarea di 39, a cui il bimbo era stato sottratto un anno prima. Era infatti il 3 luglio 2004 quando un equipaggio della polizia lo fermò con il padre in via Tibaldi e portato in questura con l’accusa di praticare l’accattonaggio. Le strane condizioni del ragazzino, capelli lunghi e tracce di smalto sulle unghie, fecero scattare l’intervento dello psicologo. Lo specialista, dopo alcuni colloqui, adombrò l’ipotesi di molestie o dello sfruttamento sessuale. Il piccolo rimase quasi un anno nel centro, poi il 21 aprile venne «rapito» e fu ritrovato una settimana dopo.
Dal canto loro i genitori hanno sempre respinto di aver fatto prostituire il figlio, o di non averlo accudito a sufficienza per evitargli molestie sessuali. Inizia l’iter legale con le prime vittorie della famiglia. Al padre viene intimato di lasciare l’Italia, lui non obbedisce, viene fermato e processato ma assolto per aver un grave motivo: appunto la situazione del figlio da chiarire. Anzi da qui parte la richiesta, accolta dalle autorità italiane, di un permesso di soggiorno di un anno «per motivi di giustizia».
Vasile e la moglie continuano a chiedere di riavere il figlio, ma l’ultima iniziativa del Tribunale dei minori sembra andare nella direzione opposta: anche Narcisa e Michaela devono ora lasciare la famiglia, anche se insieme alla madre. Tutte destinate, appena verrà attuato il provvedimento, a finire in una comunità protetta.