«Caso Telecom, c’erano talpe anche nel Sisde»

Interrogato il manager Tavaroli: proteggevo solo gli interessi del gruppo di Tronchetti

da Milano

Il trio Mancini-Cipriani-Tavaroli avrebbe gestito anche pratiche provenienti dal Sisde, ovvero dai servizi segreti civili. C’erano delle talpe al Sisde che passavano documenti classificati e che ancora non sono state identificate. Insomma il trio poteva contare su fonti informative che la Procura di Milano sta ora cercando di individuare.
Tra le pratiche non vi è solo quella denominata «Fonte-Thor» riguardante i rischi di possibili disordini al Social Forum Europeo di Firenze, della quale si parla nell’ordinanza che ha portato in carcere il capo area centro nord del Sismi Mancini, l’ex capo sicurezza Telecom Giuliano Tavaroli e l’imprenditore Emanuele Cipriani. Ma proprio dall’archivio di Cipriani sono saltati fuori altri dossier riservati. Almeno tre sui quali i pm Stefano Civardi, Fabio Napoleone e Nicola Piacente hanno chiesto lumi al prefetto Mario Mori, direttore uscente del servizio civile. Che ha prontamente fatto rispondere ai suoi funzionari, mettendo a disposizione le notizie richieste. In pratica i Pm vogliono verificare fino a che punto, oltre al Sismi, questa agenzia parallela e illegale costituita da Mancini, Cipriani e Tavaroli, disponesse di entrature tra gli 007, militari sì ma anche civili. Punto di partenza sarà sicuramente Marco Bernardini, individuato dall’accusa come uno dei capi dell’organizzazione. Bernardini è stato in passato collaboratore del Sisde e questo può averlo agevolato a raccogliere documentazione e informazioni all’interno del Servizio. Bernardini nel suo interrogatorio ha indicato uno 007 andato ora in pensione al quale «di volta in volta corrispondevo somme di denaro in contante per ottenere documenti e informazioni provenienti da archivi riservatissimi a cui lo stesso aveva accesso».
Ma questo «funzionario prezzolato», come lo definisce il gip Giuseppe Gennari nell’ordinanza d’arresto dei tre manager, non è il solo. Ci sarebbero anche «altri mediatori ad oggi occulti e non identificati - scrive il gip Gennari - visto che l’operazione Fonte-Thor non sembra riconducibile all’attività di Bernardini». Di chi si tratta? Mistero. Di sicuro i Pm stanno cercando di individuarlo. E anche all’interno del Sisde opera una commissione d’inchiesta voluta proprio da Mori per individuare la falla.
In carcere, invece, iniziano gli interrogatori di garanzia. Stamattina è stato sentito per tre ore proprio Tavaroli. Che ha limitato la sua attività alla mera protezione dell’azienda Telecom. Insomma quello che avrebbe fatto era sempre finalizzato a proteggere gli interessi del gruppo di Marco Tronchetti Provera. Tavaroli ha anche confermato che si confrontava con l’ufficio del personale per verificare di volta in volta possibili dipendenti o situazioni di crisi in vari Paesi da approfondire.
Nel pomeriggio è stato invece il turno di Mancini che è stato sentito nel carcere di Pavia dai magistrati di Milano. Lo 007 ha rilanciato: «Quei dossier non provengono dal Sismi e non sono stato certo io a passarli a Cipriani. Quest’ultimo non capisco perché ma penso davvero che stia mentendo». E ha chiesto che venga verificata l’attendibilità confrontando il materiale trovato da Cipriani con quanto raccolto negli archivi del Sismi: «E se fossero solo delle bufale?». Significherebbe una maxi truffa a Telecom.