Caso Unipol, Forleo rinviata a giudizio

Il gip Forleo
sarà processata il 27 giugno prossimo dalla sezione
disciplinare del Csm. Il pg: "Ha anticipato valutazioni di
responsabilità di parlamentari che non erano iscritti nel
registro degli indagati". Lei: "Sono stupita"

Roma - Rinvio a giudizio davanti alla sezione disciplinare del Csm per il Gip di Milano Clementina Forleo in relazione all’ordinanza con la quale aveva chiesto alle Camere l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni di alcuni parlamentari, tra cui Piero Fassino e Massimo D’Alema, per la vicenda Unipol. Lo ha disposto la procura generale della Cassazione. L’udienza pubblica a Palazzo dei Marescialli è fissata per il 27 giugno. Al magistrato nel capo di incolpazione si contesta "l’abnormità del provvedimento - ha spiegato il procuratore di Asti, Maurizio Laudi, che assisterà Forleo nel giudizio - perché avrebbe anticipato una sorta di valutazioni di responsabilità di parlamentari che non erano iscritti nel registro degli indagati". Forleo avrebbe "esorbitato dalle motivazioni del provvedimento".

La Forleo "Sono stupita. Pensavo di aver chiarito con il mio difensore. Il mio provvedimento è legittimo e non abnorme". Così il gip di Milano Clementina Forleo commenta la decisione del pg della Cassazione che oggi ha disposto il rinvio a giudizio del giudice milanese davanti al Csm.

L'accusa In sostanza, secondo l’accusa, è un provvedimento legittimo l’ordinanza trasmessa in Parlamento dalla Forleo per chiedere l’utilizzabilità delle conversazioni tra l’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, indagato nell’inchiesta, e alcuni parlamentari che invece non erano indagati. Ma alcune frasi inserite dal gip per motivare la sua richiesta rappresentano un «abnorme e non richiesto giudizio», connotato da «accenti suggestivi e stigmatizzatori». Come quelle, viene riportato nell’atto d’accusa inviato a Palazzo dei Marescialli, nelle quali la Forleo indica i parlamentari come «consapevoli complici di un disegno criminoso» e «pronti e disponibili a fornire loro supporti istituzionali».

Ad avviare l’azione disciplinare a carico della Forleo era stato, lo scorso novembre, il pg della Cassazione Mario Delli Priscoli. Oltre alla vicenda Unipol-Bnl, sotto la lente erano finite altre due vicende che coinvolgono il gip milanese, per il momento però accantonate visto che sono ancora in corso i procedimenti penali: la prima riguarda i contrasti con il tenente dei Carabinieri di Brindisi Pasquale Ferrari, al quale il gip milanese contestò ritardi nell’inchiesta sulle minacce ricevute dai genitori (poi morti in un incidente stradale), tanto che il militare finì per querelarla; l’altra questione riguarda invece un episodio del 2005, quando la Forleo intervenne a Milano mentre due poliziotti arrestavano un immigrato, a suo dire con modi violenti. Anche in questo caso gli agenti querelarono il magistrato.