Caso Valbonesi, 11 avvisi per la fine delle indagini

Sono undici gli avvisi di fine indagine notificati agli indagati, su richiesta del pm Francesco Pinto, nell' ambito dell' inchiesta che ha coinvolto il professor Mauro Valbonesi, ex primario del Centro Trasfusionale dell' ospedale San Martino di Genova.
Valbonesi venne arrestato il 2 maggio dell' anno scorso con l' accusa di corruzione aggravata (perchè pubblico ufficiale) e di turbativa d'asta in concorso. Oltre al primario erano finiti in manette con l' accusa di corruzione aggravata in concorso Fabio De Rubeis e Giuseppe Trudu, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale della società Haemonetics Italia.
L' avviso di fine indagini, con la sola ipotesi di reato di turbativa d' asta in concorso, è stato ricevuto da Roberto Saracco e Gerd Folkerts Gerdes, rispettivamente direttore commerciale e agente della B.Braun Carex; Donatella Benucci, agente della società Chiron; Franco Poletti, e Paolo Dell' Era, rispettivamente direttore vendite e agente della società Dideco; Gerardo Bassoli, agente della Fresenius. L' ex agente della Haemonetics per la Liguria, Giovanni Fumagalli, deve invece rispondere di corruzione in concorso con Valbonesi, Trudu e De Rubeis.
Un altro avviso di fine indagine per la responsabilità amministrativa nei confronti dei dipendenti indagati per reati di corruzione, prevista art. 25 del decreto legislativo 231, è stato ricevuto anche dalla società Haemonetics Italia, difesa dall' avvocato Sandro Vaccaro del Foro di Genova.
Per il reato di corruzione aggravata il pm Pinto ha contestato al professor Valbonesi, difeso dall' avvocato Romano Raimondo del Foro di Genova, di aver ricevuto a più riprese complessivamente 55.400 dollari nel periodo che intercorre dal primo aprile del 2003 al 31 marzo del 2004. Secondo l'accusa, il primario genovese avrebbe ricevuto il denaro dalla società Haemonetics S.A. tramite Giuseppe Trudu, Fabio de Rubeis e Giovanni Fumagalli per incrementare, senza il reale fabbisogno, gli acquisti da parte dell' Ospedale San Martino di Genova delle apparecchiature prodotte dalla Haemonetics. Il denaro è stato trovato dagli inquirenti nei conti italiani ed esteri del professor Valbonesi.
«La consultazione degli atti - ha commentato l' avvocato Raimondo - rende palese che il professor Valbonesi ha reso per anni preziose consulenze tecnico-scientifiche alla Haemonetics e ad altre aziende del settore. Quindi le modeste somme percepite erano senz' altro un giustificato compenso per tali consulenze e non il prezzo di alcuna corruzione».
Ad avviare le indagini nei confronti di Valbonesi erano state le dichiarazioni fornite agli inquirenti milanesi dal medico Luca Sciariada, primario del servizio di Immunoematologia dell'ospedale Garbagnate Milanese, e da Giovanni Fumagalli, ex agente della Haemonetics per la Liguria.
Fumagalli, parlando con Sciariada, aveva indicato Valbonesi quale persona a «libro paga» della società Haemonetics, con pagamenti diretti estero su estero. A far scattare gli arresti era stato il ritrovamento, da parte degli investigatori nella sede svizzera della società Haemonetics, di pagamenti al primario per presunte fittizie consulenze scientifiche dell'importo di 20 mila euro.