Caso Visco, al vaglio dei Pm l’ipotesi di abuso d’ufficio

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, per ora senza indagati. Si raccoglie il materiale

Milano - Il procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara conferma, come scritto venerdì sul Giornale, che a piazzale Clodio è stata aperta un’inchiesta sui trasferimenti dell’intera gerarchia della Guardia di Finanza di Milano. Avvicendamenti caldeggiati dal vice ministro Vincenzo Visco che, a dire del comandante generale delle Fiamme Gialle, esercitò pressioni e minacce perché le stellette lasciassero Milano. Vista la delicatezza dell’inchiesta lo stesso Ferrara supervisionerà le attività investigative delegate al sostituto procuratore Antonio Racanelli. Per il momento, come anticipato da Il Giornale, l’indagine è nel cosiddetto «modello 45», cioè senza ipotesi di reato e senza indagati. Ma si tratta di un «parcheggio», una sorta di fase embrionale antecedente alle prime attività di polizia giudiziaria. Già tra lunedì e mercoledì Racanelli conta di raccogliere il materiale fin qui sviluppato dalle altre procure. Innanzitutto gli atti dei colleghi della procura generale di Milano con Manuela Romei Pasetti che in due tornate, tra luglio e dicembre, aveva sentito il numero uno Roberto Speciale e altri tre alti generali. A Milano la documentazione era già stata sollecitata, e non proprio di recente, dal procuratore militare capo di Roma, Antonino Intelisano. A quest’ultimo Ferrara si è già rivolto per ottenere copia degli atti formati dai magistrati militari. Su questi ultimi si sa pochissimo, visto che anche qui siamo di fronte a un’indagine agli esordi, ma Intelisano ha già sentito alcuni testimoni. Come, appunto, quegli ufficiali dell’ufficio personale del Comando generale che avrebbe confermato la ricostruzione del generale Italo Pappa, e quindi dello stesso Speciale, sulle ingerenze portate avanti da Visco.
Sempre dalla procura di Roma fanno sapere che al momento il procedimento contiene solo articoli comparsi sui vari quotidiani negli ultimi giorni. In pratica dallo scorso martedì quando su queste colonne pubblicammo prima il verbale del comandante generale Roberto Speciale. Poi quelli di altri generali di corpo d’Armata che avevano partecipato alla vicenda.
Ai magistrati di piazzale Clodio interessa soprattutto capire se sono ipotizzabili i profili dell’abuso d’ufficio nelle condotte denunciate da Roberto Speciale. Se cioè Visco abbia davvero fatto pressioni. Se queste implicavano comportamenti oltre le regole da parte di Speciale, come il sollecitato coinvolgimento di altri due generali nella formazione di decisioni proprie del comandante generale. Se queste comprendevano la diramazione «immediata» degli ordini di trasferimento» con l’allusione, la minaccia al fatto che ne avrebbe pagato le conseguenze.
Sullo sfondo, invece, un argomento che, almeno per il momento, ha una valenza più politica che giudiziaria. Ovvero perché in modo martellante, per giorni, Visco ha usato ogni mezzo su Speciale affinché quegli ufficiali venissero allontanati. Alcuni pongono la vicenda al centro di uno scontro “politico” all’interno delle Fiamme Gialle. Tra ufficiali in qualche modo vicini all’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti e stellette sulle quali Visco ripone massima fiducia. Fosse così non sarebbe comunque giustificata l’irruenza del vice ministro. La fretta mostrata, stando sempre alla ricostruzione del numero uno. Altra ipotesi ventilata è che Visco in prima persona riteneva la gerarchia milanese vicina a Tremonti. Ma anche questa appare una ipotesi fragile. Gli ufficiali in questione hanno svolto indagini a 360 gradi, dai diritti delle società di Silvio Berlusconi a Unipol.