Il caso/In carrozzella, da 15 anni chiede "via libera" al Comune ma...

Gli danno tutti ragione, ma non succede niente. Alla fine, il signor C.
ha deciso di rivolgersi alla magistratura, chiedendo al tribunale non
solo di risarcirgli i danni, ma anche di costringere il Comune a
eseguire i pochi, lavori necessari a poter compiere il
tragitto senza impiantarsi, ribaltarsi, finire sotto un furgone

«Il Giudice ordina al Comune di Milano»: eppure il Comune non esegue. Anche se il giudice ordina qualcosa di tutt’altro che strampalato: rimuovere gli ostacoli di ogni genere che trasformano un tratto di strada del pieno centro della città in un percorso impossibile per gli invalidi. Togliere cestini, mettere scivoli, allungare i tempi dei semafori: questi gli ordini che il giudice Paola Gandolfi aveva emesso l’anno scorso, dopo che un perito nominato dallo stesso giudice aveva minuziosamente esplorato tutti i percorsi possibili per arrivare da piazza Paolo Ferrari a piazza della Scala muovendosi su una carrozzina a rotelle. È lo stesso percorso che ogni giorno, più volte al giorno, deve compiere un uomo inchiodato sulla sedia da una frattura mielica. Da quindici anni l’uomo paralizzato spiega, propone, rivendica. Gli danno tutti ragione, ma non succede niente. Alla fine, il signor C. ha deciso di rivolgersi alla magistratura, chiedendo al tribunale non solo di risarcirgli i danni, ma anche di costringere il Comune a eseguire i pochi, semplici lavori necessari a poter compiere il tragitto senza impiantarsi, ribaltarsi, finire sotto un furgone. Il giudice Gandolfi ha nominato un perito. E la consulenza depositata alla perizia è un piccolo trattato di disordine metropolitano. Il consulente tenta tre strade diverse per compiere le poche decine di metri che separano le due piazze. Ma non c’è niente da fare. Se si gira da via San Dalmazio, primo ostacolo: «Un cestino portarifiuti ancorato al terreno e un cartello per la segnaletica stradale». E subito dopo, in passaggio Malagodi, un «marciapiede di 17 centimetri privo di scivolo di raccordo tra marciapiede e strada». (...)