Cassa comune dell’Alleanza per comprare tre aerei C17

Il programma costerà un miliardo di dollari

Andrea Nativi

La Nato, ma anche l’Italia, si apprestano a risolvere il problema della mancanza di aerei da trasporto strategico per supportare le missioni fuori area, acquistando 3 o 4 aerei Boeing C-17, nel quadro di un programma che vale almeno un miliardo di dollari.
Dopo sei mesi di discussioni con la Boeing, l’Alleanza vuole annunciare l’avvio del programma nel corso del summit previsto a Riga ai primi di novembre. A pagare il costo dei nuovi aerei saranno 13 Paesi: Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Italia, Lituania, Lettonia, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti. È possibile che nuovi partner decidano di entrare nel programma nei prossimi mesi. Nel corso delle prossime settimane sarà determinata la quota di quanto ciascun Paese è disposto a sottoscrivere. In cambio otterrà la disponibilità a utilizzare gli aerei per un certo numero di ore all’anno ed eventualmente la possibilità di inviare proprio personale (piloti e tecnici) per l’impiego dei velivoli, che saranno gestiti da una organizzazione Nato multinazionale. I C-17 saranno basati nella base tedesca di Ramstein e il primo aereo sarà consegnato già il prossimo anno. Gli altri seguiranno uno ogni sei mesi e la capacità operativa iniziale è attesa per la fine del 2007. L’Italia ha da tempo un requisito nazionale per l’acquisizione di tre C-17, ma la mancanza di fondi ha fatto optare per un «acquisto frazionato» attraverso la Nato. L’Italia noleggia a caro prezzo ogni anno aerei C-17, An-124 e Il-76 per un totale di 1.500 ore di volo. Grazie al programma Nato potrà ottenere a un costo ragionevole l’utilizzo del miglior aereo da trasporto militare strategico.