La cassa integrazione fa retromarcia Si torna a produrre

I consumi nei primi mesi dell’anno sono diminuiti (meno 0,1% in marzo rispetto allo stesso mese del 2008) in misura inferiore alla produzione industriale (meno 4,6%, sempre marzo su marzo). Segno che la percezione della crisi da parte del mondo industriale è stata più violenta di quanto sia stata sentita dal pubblico. Questa disparità, cui si sono aggiunti fattori contingenti come gli incentivi all’acquisto dell’automobile, ha creato una conseguenza visibile: le aziende hanno ripreso precipitosamente a produrre per ricostituire scorte e magazzini. Il dato più significativo viene dall’Inps: nel primo trimestre del 2009 la cassa integrazione realmente utilizzata è stata il 30% di quella precedentemente richiesta. Una percentuale molto bassa, specie se raffrontata al dato medio degli ultimi anni, quando la cassa utilizzata raggiungeva anche l’85% rispetto a quella richiesta. E si badi: chiedere ore di Cig - che significa fermare delle linee di produzione e rivedere la capacità produttiva del processo - non significa compilare un modulo, presentarlo all’Inps e ottenere automaticamente l’autorizzazione. La cosa è complessa, frutto di trattative con le parti sociali, con le autorità locali e nazionali. Questo spiega che «non ci sono stati errori di valutazione - sottolinea il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua -, le richieste erano tutte fondate e ampiamente verosimili. Evidentemente la necessità è cambiata nel corso delle settimane, e dimostra il bisogno delle aziende di reagire prontamente a una domanda che è calata molto meno delle previsioni». Nel primo trimestre del 2009 l’intervento dell’Inps è stato richiesto per 130 milioni di ore, per un costo complessivo - calcolato su valori medi - di circa 1,2 miliardi di euro. La cifra effettivamente erogata è stata di 344,4 milioni, con uno scarto del 70% circa.
«In aprile, poi - aggiunge Mastrapasqua - è diminuita la crescita della richiesta di cassa, così come sono rallentati i numeri sulla disoccupazione». Rispetto alle 375mila domande di sussidio presentate in marzo, si è scesi a 300mila in aprile. L’incremento, che in marzo era stato del 46%, in aprile è sceso al 38,5%: sempre dati negativi, ovviamente, ma il trend appare in via di correzione. «Insomma - commenta Mastrapasqua - mesi fa lo scenario appariva peggiore di quanto poi si è rivelato. Anche i bilanci del 2008 delle aziende non hanno poi, mediamente, registrato crolli verticali».
Un altro elemento è indicativo: se la cassa integrazione ordinaria - di cui abbiamo visto i dati - è quella che tampona situazioni momentanee di calo della produzione, quella straordinaria è la vera anticamera dei licenziamenti. «Il ricorso alla straordinaria è molto basso (20 milioni di ore autorizzate in aprile contro i 45 milioni della ordinaria, ndr) e questo indica che sono una netta minoranza le imprese che danno il via a ristrutturazioni». Un bene per l’occupazione, ovviamente, ma anche per le imprese, che se oggi disperdono manodopera, quando si ripresenterà l’onda della crescita faranno molta fatica a recuperarla.