Cassa integrazione per i contratti flessibili Via alla detassazione dei premi individuali

Per il sostegno ai lavoratori, il campo d’azione è duplice: si tratta di sgravare le buste paga dalle trattenute e di assicurare «paracadute» a chi dovesse perdere il lavoro. Innanzitutto, non è ancora esclusa la possibilità di detassare le tredicesime: il provvedimento è di difficile attuazione, ma il governo sta cercando le risorse per attuarlo comunque. In compenso, il discorso si è spostato su straordinari e premi. Il governo aveva pensato ad una proroga della detassazione degli straordinari (al 10% anziché all’aliquota Irpef marginale). A caldo, Confindustria e sindacati avevano mostrato di preferire la detassazione dei soli premi individuali, magari innalzando da 30mila a 35mila il tetto di reddito annuo lordo entro il quale si ha diritto all’agevolazione fiscale. Il governo, una volta confermata la proroga per quanto concerne il salario d’azienda, sembra deciso ad accontentarli: sospensione della detassazione degli straordinari e - per compensare la perdita del potere di acquisto dei salari -, interventi solo sui premi. Allo studio rimane l’ipotesi di estendere il bonus anche ai lavoratori del pubblico. Parallelamente, le parti sociali hanno molto insistito - trovando la disponibilità dell’esecutivo - anche sull’estensione degli ammortizzatori sociali a tutte le imprese e ai lavoratori precari e flessibili. In risposta, il ministro dell’Economia Tremonti ha anticipato che verranno aumentate le risorse a disposizione (già ritoccate al rialzo dal Parlamento): resta da vedere se sarà possibile attingere al Fondo sociale europeo per agire in aiuto dei dipendenti di aziende in difficoltà.