Cassano, un anno in fumo Madrid l’ha scaricato

Il barese messo fuori rosa dal Real. Rottura totale con Don Fabio che lo esclude pure dalla partitella

Un anno fa, giusto di questi tempi, sbarcò all’aeroporto di Madrid scortato da fidanzata, un carrello pieno di bagagli e un contratto coi fiocchi. Quel ragazzo difficile, cresciuto nei vicoli di Barivecchia, aveva spalancato davanti un grande palcoscenico, il Bernabeu e sulla pelle una cassa mitica, passatagli addirittura da una leggenda, don Alfredo Di Stefano. Antonio Cassano, 24 anni, barese, nel giro di dodici mesi, è riuscito a disperdere quasi tutto quel tesoro che il destino gli aveva riservato. È sparita dal suo fianco la fidanzata siciliana ed è forse il cambiamento meno importante: le ragazze, a quell’età, vanno e vengono. Il più inquietante flop l’ha realizzato sul lavoro. Col Real infatti non ha mai sfondato, solo qualche apparizione prima di finire prigioniero del “gianburrasca” che c’è in lui e che lo accredita, a Roma come in Nazionale, al pari di un irrecuperabile ragazzo prodigio. E non è mai stata una questione legata alla vecchia società (venne reclutato da Florentino Perez in rotta con Arrigo Sacchi che per questo motivo rassegnò le dimissioni dall’incarico considerando la mossa un errore). Con l’arrivo di Fabio Capello a Madrid, Cassano pensò d’aver risolto tutti i suoi problemi, d’aver svoltato. E invece la luna di miele durò appena qualche settimana.
In quel periodo Antonio Cassano tornò di moda anche in azzurro. Ai primi di settembre incantò Napoli e il suo pubblico nella prova contro la Lituania, Donadoni, il ct, ebbe il fegato di sfidare il risentimento pubblico e privato di Totti e della romanità diffusa in Nazionale. Antonio suggerì il gol di Inzaghi, altri assist inventò, in una notte promettente, il pubblico delirò raffigurandolo come un piccolo Maradona e sembrò l’inizio di una nuova epoca. Tutto finito, tutto incenerito, tutto perso. A Madrid, come in azzurro dove i componenti del club Italia fecero sapere a Donadoni che quel ragazzaccio si comportava da bulletto invece di redimersi e guadagnarsi la stima generale. La scenetta da cabaret, filmata dalla tv spagnola, nella quale Cassano ha preso a fare l’imitazione di Capello è stata l’ultima impresa extra-calcistica del barese. Che da ieri è stato messo fuori rosa dal Real Madrid. Capello ha scelto i suoi 25 da iscrivere nella rosa per la Champions league e ha “tagliato” Raul Bravo e Cassano. Poi Don Fabio lo ha escluso dalla partitella, come per dargli un altro schiaffo. L’ultimo.
Rispetto a un anno fa, Cassano ha perso oltre all’azzurro, anche la possibilità di tornare nel calcio italiano. Tra Natale e Capodanno, da via Turati partì la segnalazione per un cauto sondaggio presso il Real Madrid. «Ce la fai a prenderlo gratis?» chiesero a Bronzetti, l’intermediario utilizzato da Galliani e Braida per il mercato spagnolo. Da Madrid la risposta fu immediata: risposta positiva con apertura significativa per fissare a un prezzo contenuto (4 milioni di euro) il diritto di riscatto. Appena la notizia rimbalzò sui giornali, da Milanello giunsero i primi mugugni. Secondo radiofante Maldini e Gattuso non fecero mistero della loro opposizione all’operazione che avrebbe potuto compromettere il clima dello spogliatoio. «Mi risulta difficile dare un giudizio, non l’ho mai avuto come compagno di squadra neanche in nazionale. In generale un buon ingresso nello spogliatoio dipende dalla disponibilità di chi arriva. Nel nostro spogliatoio non esistono i poteri forti, il nostro è un ambiente democratico e unito» la dichiarazione resa ieri da Paolo Maldini sull’argomento. Di fatto fu proprio Galliani a raffreddare l’interesse mentre Ancelotti confessò il proposito «di non voler buttare a mare Oliveira».
Così, a quel ragazzo che Prandelli vorrebbe aiutare, adesso è rimasto in dote un contratto da 3,8 milioni di euro netti all’anno per altre tre stagioni e nient’altro.