Cassano? Certo, un po’ folle Ma almeno non è uno che finge

Insulti all’arbitro, sceneggiata, e scuse: così Samp-Toro diventa la partita del giorno

Lo sfogo, in due tempi (attendiamo i supplementari), di Antonio Cassano ieri a Genova, deve essere analizzato nel contesto di una marcata, e generalizzata, sfiducia nelle decisioni arbitrali. Ognuno, infatti, reagisce come può, e come sa: Cobolli Gigli con fair play, Cassano un po' meno. Ma se Collina deve girare scortato, di questo non si può certo colpevolizzare quest'ultimo! Anzi, paradossalmente, con il suo show Cassano ha certamente contribuito a rendere più «digeribile» l’operato degli arbitri. Non ne siete certi? Leggete e meditate.
Gira, fra noi specialisti, una divertente storiella che fa capire, in modo non rigorosamente scientifico ma efficace, la differenza fra tre categorie di persone: i sani, i «pazzi» ed i nevrotici. Se chiedete ad un sano quanto fa due più due, la risposta sarà: quattro. Meno scontata la risposta del pazzo, che potrà essere la più svariata, ma è sulla risposta del nevrotico che mi piace attirare la vostra attenzione: infatti vi dirà che il risultato è sì quattro, ma che gli dispiace tantissimo...
Ora, la differenza fra Cassano, ed i più controllati commentatori di calcio, o i blasonati Presidenti di squadre importanti (nevrotici e non) è proprio questa: se i secondi, in apparenza, accettano le regole del gioco, ma poi, nella realtà, non si stancano mai di criticarle, lui no, Cassano le contesta furiosamente, subito, perdendo il controllo. Gesti già visti, che possiamo certamente definire un po' folli e per Cassano, infatti, 1+1 non doveva fare 2: ha ben assorbito la prima ammonizione, ma non la seconda, che ha generato la sua espulsione! Ha compiuto gesti banalmente stupidi, ma che hanno avuto il merito di rendere simpatico l'arbitro che ha subito la più puerile delle minacce: «Ti aspetto fuori».
Ma la «follia» bifronte di Cassano non si è fermata lì, e attraverso il pentimento e le plateali scuse ha reso il tutto più umano: è riuscito a rendere comico quanto, negli stadi e fuori, è esplosivo. Paradossalmente Cassano ha fatto una cosa che va ben oltre il suo operato: ha attirato l'attenzione degli italiani. È riuscito a fare capire a tanti che un pizzico di «sana follia» può aiutare a smorzare polemiche, anche roventi, fra due fazioni contrapposte, in questo caso le società e gli arbitri. Cassano ha reso «vittima» l'arbitro, alla faccia dei «nevrotici» che a differenza sua, non sanno avere e gestire una esperienza veramente propria e non riconoscono se stessi come sono nella realtà, ma come «altri» si aspettano che agiscano.
*neuropsichiatra