Cassano chiede clemenza ai giornalisti

Vincenzo Montella spinge, Walter Mazzarri frena. Ma a decidere è l'allenatore e così l'aeroplanino a Siena partirà dalla panchina. Lo si era già capito nell'amichevole di giovedì a Bogliasco: Delvecchio, Caracciolo e Bellucci hanno composto il tridente che in Toscana partirà dal primo minuto. Eppure il numero nove blucerchiato non vede l'ora di ritagliarsi un posto di primo piano, perché per Montella la Samp significa soprattutto l'anno della rinascita. Ma Walter Mazzarri per la prima di campionato guarda la condizione fisica, ancora non ottimale dell'attaccante, mentre il tridente che ha scelto per Siena è comunque quello che offre maggiori garanzie: «Sapevamo che Vincenzo avrebbe impiegato più tempo per trovare la condizione migliore - spiega Mazzarri - inoltre è arrivato in ritiro circa dieci giorni dopo il resto del gruppo ed in questo periodo la differenza si nota. Crescerà attraverso allenamenti e partite, come d'altra parte ha già fatto».
Come dire, Montella deve avere un po' di pazienza e magari provare ad adattarsi ad un ruolo che sulla carta gli sta stretto, quello del trequartista: «Credo che sia importante per un giocatore fidarsi delle parole di un allenatore, secondo me in quel ruolo Montella può fare molto bene. Un tecnico vuole sempre il meglio». A Siena (arbitra Orsato di Schio) oltre a Montella non ci saranno nemmeno Accardi e Pieri che daranno forfait per piccoli infortuni: «Penso che dovremo rinunciare ad entrambi - conferma il tecnico livornese -, di Accardi si sapeva, nel recupero di Pieri invece ci speravamo, ma sembra che non sia possibile. Peccato, perché, in questo periodo specialmente, tendo a cambiare poco o nulla degli undici che mi hanno dato affidabilità, è anche una questione di automatismi». Per la Toscana non partirà nemmeno Antonio Cassano: «Cassano ha bisogno di lavorare ancora. Deve almeno completare l'iter svolto dagli altri compagni prima di prender parte ad una partita vera. Non dimentichiamo che è stato quattro mesi senza allenarsi col gruppo, senza toccare il pallone con gli altri, non è poco. È anche un fatto di tutela verso il ragazzo: lo manderemo in campo quando sarà pronto, altrimenti rischia di andare incontro ad una brutta figura». Ma Cassano intanto ha portato grande entusiasmo all'ambiente: «Sono felice, certe cose mi caricano incredibilmente - continua Mazzarri - Ma, essendo professionisti, bisogna tenere a freno il carattere e pensare solo al campo. L'ho detto anche ai ragazzi: il calcio è dare e avere, pensiamo a dare tutto e poi faremo i conti».
E proprio Cassano ieri è tornato a parlare ai microfoni di Sky Calcio Anteprima.
«I giornalisti sono sempre contenti con me, all’inizio - dice Cassano-. Poi, quando sanno come sono fatto, iniziano ad attaccarmi come hanno sempre fatto. Però, a me importa poco. Con me sono sempre estremisti, si va dalle stelle alle stalle. In un attimo cambiano versione su di me. Faccio una buona partita e ritorno quello bravo, non faccio una partita buona e ritorno quello pazzo, che non vuole allenarsi. Per me non c’è mai il grigio, c’è sempre o il bianco o ilnero».
Sul Real Madrid: «Ho giocato con campioni strepitosi, da Zidane a Raul, da Roberto Carlos a Guti, ma penso che Ronaldo abbia qualcosa in più di tutti gli altri». Sulla sua città: «Barivecchia è unica per me. Però Genova le somiglia in qualcosa: ha il mare, i vicoletti...).