Cassano: «Farò di tutto per restare alla Samp»

Antonio Cassano sale in sala stampa quando sono quasi le 14.30. Mazzarri era atteso un'ora prima: «Sorpresa di inizio anno», spiega l'addetto stampa Alberto Marangon.
La sorpresa invece arriva qualche minuto più tardi quando il numero 99 di Bari Vecchia giura eterno amore ai colori blucerchiati: «Quando ho preso il giallo, contro la Fiorentina - spiega - sono rimasto mezz'ora senza mai toccare palla. Mai. Eppure tutto lo stadio mi acclamava e ancora oggi mi vengono i brividi, quando ci ripenso; ho capito che la gente mi vuole bene, e io non posso far altro che dare tutto me stesso per loro, i tifosi».
Per questo Cassano vorrebbe rimanere alla Sampdoria: «Io sono contento di essere qui e Marotta sa cosa penso di lui e cosa penso della società. Queste persone mi sono state di grande aiuto in un momento molto difficile, recuperandomi anche come uomo oltre che come calciatore. La società ha avuto fiducia in me e io non posso che ringraziarla. Vorrei rimanere qui a lungo e farò di tutto per riuscirci, ma la patata bollente, adesso, ce l'ha in mano il dg. A tutto, comunque, c'è rimedio».
Marotta sorride e risponde: «Possiamo riscattare il suo cartellino e i 5,5 milioni di euro sono alla nostra portata, poi ci sarà da risolvere il problema dell'ingaggio…».
Torniamo a Cassano: sei mesi a Genova, qualche infortunio di troppo. «L'unico problema sono stati i guai alla coscia, è vero. Senza quegli infortuni - continua il giocatore - avrei potuto essere a sei, sette gol ma il mio resta comunque un buon bilancio. E anche la squadra non mi dispiace, bisogna un po' migliorare lontano da Marassi, ma credo che la strada sia quella giusta».
Il 2008 potrebbe regalare grandi soddisfazioni, visto che Mazzarri lo coccola e il ct azzurro Donadoni lo segue con attenzione: «Io spero solo di star bene fisicamente. La Samp? È una squadra attrezzata per fare buone cose, cercheremo tutti insieme di arrivare più in alto possibile. Poi, se rimarrò qua, faremo tutti uno sforzo per salire ancora più su. Ho detto bene o no, Direttore?». Si parla anche di scudetto: «L'Inter è imbattibile ma con tutte le altre squadre possiamo giocarcela…».
Marotta però risponde che a gennaio grandi acquisti non arriveranno: «Rinaudo ci piace, ci serve un difensore e Caracciolo al Palermo potrebbe essere una soluzione ma ci sono anche squadre estere interessate all'attaccante».
Ancora Cassano. E il ct dell'Italia: «Donadoni spende sempre belle parole su di me, come del resto ho fatto anch'io su di lui. Sia che vada agli Europei sia che resti a casa il rapporto umano che abbiamo non verrà intaccato. E pure con Mazzarri si è creato un grande feeling: è tutto il contrario di come lo vedevo da fuori, duro e distaccato. Mi ha dato fiducia, responsabilità, mi ha dato voglia di giocare e di allenarmi. Per la mia rinascita è stato importantissimo».
Una macchia e un ricordo della seconda metà del 2007.
«La cosa più bella, mi ripeto, è stata quella mezz'ora di incitamento contro la Fiorentina, alla notte non ho dormito. E problemi non ce ne sono stati visto che è impossibile averne, alla Sampdoria. Col personaggio che mi sono costruito ci sta trovare qualcosa che non va, ma qui è tutto perfetto. Significa che ci sanno fare, perché casini ne ho avuti con mezzo mondo».
Altro sorriso. I cattivi pensieri non ci sono più e nemmeno le persone che non credevano più nel fantasista di Bari Vecchia: «A loro non penso, mi sono indifferenti. Mi importa poco della gente che poi magari vuol salire sul carro dei vincitori. Io do merito solo a Marotta di aver creduto in me come persona, di avermi capito e di essersi fidato come io mi sono fidato di lui: in un momento difficile, pieno di nuvole, ha rappresentato per me un raggio di sole».
Il rapporto col presidente Riccardo Garrone? Una volta Cassano era stato definito dal presidente "Gian Burrasca": «Dura trovare un altro con la mia testa. Scherzi a parte, lui per me è come un padre: sa dare il consiglio giusto al momento giusto, si preoccupa che sia tutto a posto e non solo parlando di calcio. Insieme a Marotta mi dà quelle attenzioni che mi mancavano e che credo di meritare».
Anche perché il nuovo Cassano, secondo Cassano, non c'è: «Difficile rispondere, perché uno come me, testa compresa, non lo vedo. Nel mondo credo che Messi sia tre gradini sopra a tutti gli altri, ma in Italia ci sono io e basta».
Il futuro? «Alla Sampdoria. Genova mi è entrata dentro. Sto bene, non manca nulla e poi ci sono questi tifosi…».
Buon anno.