Cassano? Lo vedrei bene a Napoli

C'è chi giura di averlo visto - sul lungomare di Viareggio - rincorrere Marcello Lippi e cercare di convincerlo a convocare finalmente Cassano. Sarà, ma sinora Eugenio Fascetti, il grande maestro di Fantantonio ai tempi del Bari e concittadino del ct azzurro, non è ancora riuscito nell'impresa.
Cassano, dall'inizio del nuovo corso, non è mai più stato chiamato in azzurro. Neppure dopo la splendida partita di Torino.
«Non so perchè Lippi non lo chiami, forse è una questione tattica, perchè lui è un giocatore che non torna mai volentieri, dall'attacco. O forse è una questione caratteriale. Ma non so mica cosa sia successo tra i due...».
Cassano e l'azzurro, una storia strana. Come quella di tanti altri grandi del passato recente.
«Ve lo ricordate Roberto Mancini, ma anche lo stesso Baggio? Erano grandi giocatori eppure in nazionale non hanno mai avuto vita facile. Strano, ma in Italia va così...».
Cassano escluso forse per quel suo carattere "un po' così", verrebbe da dire. Anche se le cose ultimamente sono cambiate.
«Ma no, dai. Guardate il giocatore, guardate quello che fa in campo. L'unica colpa di Antonio è stata quella di avere sprecato l'anno e mezzo passato a Madrid. Ma per il resto, è sempre stato un fuoriclasse...».
Se dipendesse da lui, Fascetti non rinuncerebbe mai ad uno come Cassano.
«Questo ti fa vincere le partite, fa sempre fare gol agli attaccanti. È uno decisivo, serve sempre».
Un'esclusione strana, se si pensa che è stato chiamato Pazzini, diventato bomber proprio grazie ai suoi assist.
«Sì, è vero. Ma Pazzini mi è sempre piaciuto. Lui è bravo comunque. Certo, con Antonio vicino lo è ancora di più...».
Ma fa bene Cassano a sentire le sirene della Juve?
Eugenio Fascetti è categorico: «No, io fossi in lui a Torino non ci andrei. Soprattutto se c'è Del Piero. A Genova, sì, sta bene. Ma io lo vedrei bene a Napoli. Sarebbe la sua piazza ideale». E lì Cassano ritroverebbe pure Donadoni. L'ultimo ct azzurro che si era ricordato di lui.