Cassanoshow: lacrime e gol E per i viola andava espulso

Il disappunto del barese: "Domenica c’è la Roma, mi hanno tolto la partita più importante della mia vita"

Genova - Alzi la mano chi non si diverte con Cassano. Da quando c’è lui lo spettacolo è assicurato, e non solo per le sue prodezze tecniche. Il «Cassanoshow» è andato in scena ancora una volta, tra le magie di un campione e la solita testa calda.
Il divertente 2-2 tra Sampdoria e Fiorentina ha la sua firma. Prima apre una gara che stenta a decollare, propiziando il vantaggio blucerchiato. Poco dopo attira su di sé tutti i riflettori giocando una partita nella partita con l’arbitro Gava quando, dopo un giallo per proteste, rischia l’espulsione arrivando alle lacrime. Quindi raddrizza la partita della Samp andando a recuperare l’uno-due dei viola.

Vanno analizzati uno per uno questi momenti. A partire dal gol dell’1-0, quando Samp e Fiorentina continuavano a studiarsi senza offendere e il talento è emerso. Raccolto un cross di Volpi, Cassano si spinge fino alla linea di fondo, prova la conclusione potente su Lupatelli che ribatte corto e Gastaldello segna sulla ribattuta (18’). Passano i minuti ed è ancora l’attaccante barese a tenere vivo il gioco, rimedia qualche colpo proibito dai difensori viola, ma non reagisce. Sa che la diffida incombe su di lui e che sabato prossimo c’è da giocare, all’Olimpico, contro la Roma e contro il suo passato.

Ma al 39’ Ujfalusi lo tocca duro a centrocampo. Sembra fallo, Gava fa proseguire e nella stessa azione Mutu pareggia sfruttando una pennellata di Montolivo. Il doriano si avvicina al quarto uomo per protestare, l’arbitro lo vede e corre verso il giocatore estraendo il giallo. Da qui parte la «cassanata», con il giocatore sdraiato sul prato colto da una crisi di pianto. Voleva essere della partita all’Olimpico. Per calmarlo ci hanno provato Mazzarri, i compagni e anche Vieri e Mutu, ma il talento di Bari Vecchia sembrava un’anima in pena, scatenando anche le reazioni della Fiorentina: «Sarei stato espulso per molto meno - dirà Donadel a fine gara -. Veniamo ammoniti per proteste sterili e assistiamo a certe sceneggiate: non si capisce perché con alcuni giocatori certe cose vengano tollerate, Cassano andava espulso».

Negli spogliatoi sarà Mazzarri a riportarlo alla calma: «Antonio aveva tutte le ragioni di lamentarsi - ha poi detto il tecnico -. Si è avvicinato al quarto uomo e garbatamente ha fatto presente di aver subito fallo. Non meritava il giallo, va capito». Così nel secondo tempo, dopo la straordinaria rasoiata di Donadel (12’) che batte Castellazzi a mezza altezza, è ancora il barese a guidare la riscossa doriana e a giocare d’astuzia su Jorgensen, mettendo in rete di testa un campanile di Maggio (25’). Cassano esce tra gli applausi di Marassi e rimane a bordo campo a fare da raccatappalle e incitare i compagni, «Amo questo pubblico, vorrei stare qui per i prossimi cinque anni», ha detto nel dopo-gara. La Samp ci prova fino all’ultimo, anche senza il suo fuoriclasse in campo e, nel recupero, recrimina per un fallo di Jorgensen su Maggio, rigore netto, ma Gava non fischia.