La Cassazione assolve il giudice anticrocifisso

La Suprema Corte ha annullato la condanna nei confronti del
giudice Luigi Tosti "perché il fatto non sussiste". Era accusato di omissione di atti
d’ufficio per essersi rifiutato di celebrare le udienze del Tribunale
di Camerino a causa della presenza di un crocifisso<br />

Roma - Cade l’accusa di omissione di atti d’ufficio contestata al giudice di Camerino Luigi Tosti, che si rifiutò di tenere udienze nelle aule di giustizia dove sono esposti crocifissi. La sesta sezione penale della Cassazione ha, infatti, annullato senza rinvio "perché il fatto non sussiste" la condanna a 7 mesi di reclusione e un anno di interdizione dai pubblici uffici inflitta al magistrato nel maggio 2007 dalla Corte d’Appello dell’Aquila. Il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Vincenzo Geraci aveva, questa mattina, in udienza sollecitato l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata, sottolineando che in ogni caso la condotta di Tosti non aveva impedito lo svolgimento delle udienze, poichè era stato sostituito da un altro giudice.

La decisione della Suprema Corte La VI sezione penale ha annullato la condanna a sette mesi di reclusione, oltre ad un anno di interdizione dai pubblici uffici inflitta a Tosti dalla Corte d’Appello dell’Aquila nel maggio 2007. Assoluzione piena, dunque per il giudice di Camerino che era stato sospeso dalle sue funzioni contrariamente a quanto aveva chiesto la pubblica accusa di Piazza Cavour rappresentata da Vincenzo Geraci che aveva chiesto un nuovo processo per il giudice Tosti sulla base del fatto che la Corte di merito non aveva calcolato che le udienze che il giudice Tosti si era rifiutato di celebrare erano state fatte da altri colleghi con il risultato che non erano stati compromessi gli interessi di chi era processato. La Cassazione è andata oltre queste richieste e ha assolto con formula piena il giudice anticrocifisso che si era rifiutato di celebrare l’udienza ritenendo il suo rifiuto "una legittima reazione ad un atto di discriminazione religiosa". 

Il giudice: "Ora il Guardasigilli scelga" "A questo punto il ministro della Giustizia dovrà decidere: o me o il crocifisso". "È vero - ammette Tosti - questa è un’assoluzione che riguarda il processo penale ma nei miei confronti resta in piedi la sospensione cautelare per il processo disciplinare ancora pendente davanti al Csm. In ogni caso, continuerò a portare avanti il principio della laicità dello Stato e continuerò a rifiutarmi di celebrare udienze nelle Aule in cui ci sono i crocifissi". In ogni caso l’assoluzione accordata oggi dalla Cassazione al giudice Tosti riguarda solo ed esclusivamente il processo penale per omissione di atti d’ufficio in quanto il reato a lui contestato tutto al più come aveva sostenuto la Suprema Corte, poteva configurare solo "turbamento di attività di servizio e non il reato più grave di omissione di atti d’ufficio". Da qui la reazione di Tosti che dice: "Comunque la si voglia mettere la giustizia ha perso tempo per tre anni e mi ha processato per una cosa che non costituisce reato".