La Cassazione boccia gli «ausiliari»

«Gli ausiliari del traffico sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norma del codice della strada solo per quanto concerne le disposizioni in materia di sosta». Quindi, se le violazioni riguardano condotte diverse come la circolazione in corsie preferenziali, i cosiddetti «vigilini» non possono fare multe. Questo il contenuto della sentenza 16777 emessa dalla Seconda sezione civile della Corte di Cassazione. Al centro dell’attenzione dei giudici la contestazione di un verbale avanzata da Daniela B., di Roma, alla quale il giudice di pace aveva confermato una contravvenzione per aver circolato in una corsia riservata agli autobus. Nel ricorso la donna rifiutava la sentenza denunciando «l’illegittimità del verbale di accertamento della violazione per incompetenza dell’agente accertatore, perché l’ausiliare può essere delegato dal sindaco unicamente a segnalare violazioni in materia di sosta». La Cassazione le ha dato ragione in quanto - in base alla legge 127 del 15 maggio 1997 - «l’attribuzione degli ausiliari è strumentale rispetto allo scopo di garantire la funzionalità dei parcheggi che concorre a ridurre, se non a evitare, il grave problema del congestionamento della circolazione nei centri abitati». In tal senso il personale dell’Atac ha la competenza nel disporre la rimozione dei veicoli, ma esclusivamente laddove impediscano l’accesso a un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento dei veicoli in sosta in seconda fila. La contravvenzione in esame, dunque, conclude la Cassazione, deve essere annullata e il Comune dovrà inoltre pagare tutte le spese di lite.
«Finalmente - commentano Samuele Piccolo (consigliere comunale di An e vicepresidente della commissione Bilancio) e Claudio Casano (consigliere e membro della commissione Urbanistica in XVII municipio) - una sentenza che stabilisce una volta per tutte i poteri e i limiti dei cosiddetti “vigilini” e rimette in discussione tutte quelle multe comminate agli automobilisti al di fuori del divieto di sosta. Soprattutto dopo l’accordo sindacale di pochi mesi fa che prevedeva una sorta di premio di produzione agli ausiliari legato al raggiungimento di un numero stabilito di multe». Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo di An in XVI municipio, Fabrizio Santori: «Nascondersi vilmente dietro un albero per cogliere in flagrante i trasgressori in un tratto di corsia preferenziale insignificante è pura malafede». La gravità dell’atteggiamento dei vigilini sta comunque nel metodo profondamente scorretto di imboscarsi senza alcuna divisa né segno di riconoscimento». Come del resto prescrive lo stesso codice della strada, secondo cui il principio che muove la sanzione è quello di palesarsi per prevenire le violazioni del codice stesso e rendersi visibili per educare l’automobilista o il motociclista. E gli ausiliari, in quanto sprovvisti di fischietto e paletta, non possono quindi fare contravvenzioni alle macchine in movimento. «Il Comune di Roma - conclude Santori - incassa circa 210 milioni di euro l’anno per le multe. Chiederemo al Prefetto di annullare tutte le sanzioni dubbie elevate dagli ausiliari del traffico, finchè non verrà chiarito il legame che c’è tra i fondi derivanti dalle stesse e la loro relativa destinazione nel piano degli investimenti del Comune». In serata è arrivato il commento dell’assessore capitolino ai Trasporti, Mauro Calamante: «Non voglio esprimere un’opinione prima di aver letto attentamente la sentenza. A parte questo caso, chi passa sulle corsie preferenziali senza averne diritto deve essere multato». Sì, ma non dagli ausiliari.