Cassazione: in carcere chi insegue auto con telepass per non pagare

Riusciva a "scroccare" il pedaggio attaccandosi alle macchine con telepass e passando prima
che la sbarra si richiudesse. Ma il guidatore è stato beccato e condannato per
il reato di truffa continuata

Roma - Riusciva a "scroccare" il pedaggio autostradale "attaccandosi" alle macchine munite di telepass nella corsia riservata, passando, in diverse occasioni, prima che la sbarra si richiudesse. Ma il guidatore provetto della provincia di Monza, alla fine è stato beccato e condannato per il reato di truffa continuata, nei confronti della società Autostrade, a 7 mesi di carcere e 400 euro di multa.

La sentenza della Cassazione Rischia una condanna per truffa e quindi il carcere chi, al casello autostradale si accoda alla macchina che lo precede e che ha il telepass per non pagare il pedaggio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza 34836, ha reso definitiva la condanna a sette mesi di reclusione e 400 euro di multa, pronunciata prima dal Tribunale di Monza e poi, a marzo del 2007, dalla Corte d’appello di Milano nei confronti di un automobilista che per evitare di pagare il pedaggio autostradale era solito accodarsi alle "vetture munite di telepass nell’apposita corsia riservata, riuscendo a passare anch’egli prima che la sbarra si richiudesse". Contro la doppia condanna di merito l’uomo ha fatto ricorso in Cassazione ma senza alcun successo. Infatti la seconda sezione penale lo ha dichiarato inammissibile. Non solo. L’automobilista non è riuscito neppure a farsi dare l’attenuante "della particolare tenuità del danno" dal momento che la sua condotta si era anche protratta nel tempo. Ora, fra l’altro, dovrà anche risarcire la società Autostrade dei danni (1.050) e pagare mille euro alla Cassa delle ammende per le spese processuali.