La Cassazione conferma la pena ad Ahmetovic: ubriaco, investì 4 ragazzi

È definitiva la condanna a 6 anni e
mezzo di reclusione per il giovane rom che
investì ed uccise quattro ragazzi a Appignano del Tronto
mentre, ubriaco, era alla guida di un furgone. La Cassazione ha infatti dichiarato
inammissibile il ricorso

Roma - È definitiva la condanna a 6 anni e mezzo di reclusione per il giovane rom Marco Ahmetovic che investì ed uccise quattro ragazzi a Appignano del Tronto mentre, ubriaco, era alla guida di un furgone. La Quarta sezione penale della Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, confermando così la sentenza emessa il 13 marzo scorso dalla Corte di Appello di Ancona.

La sentenza della Cassazione La condanna va a sommarsi a quella, confermata dalla Suprema Corte la scorsa settimana, a 3 anni di carcere inflitta al rom per una tentata rapina, avvenuta nel 2006, all’ufficio postale di Melpignano del Tronto. Con questa decisione la Seconda sezione penale - presieduta da Grazia Campanato - ha confermato la sentenza emessa lo scorso 13 marzo dalla Corte di Appello di Ancona. Ahmetovic investì i quattro giovani, che viaggiavano su tre motocicli, la sera del 24 aprile 2007, alla guida del suo furgone in stato di ebbrezza. La scorsa settimana il rom è stato condannato a tre anni di carcere, sempre dalla Cassazione, per una tentata rapina ad un ufficio postale. "Aspettiamo di conoscere le motivazioni in base alle quali la Cassazione ha deciso di confermare la condanna per Ahmetovic: il ricorso è stato dichiarato inammissibile mentre la Procura ne aveva chiesto solo il rigetto - ha commentato l’avvocato Felice Franchi, che ha difeso Ahmetovic insieme a Giuliano Dominici - per ora non me la sento di fare nessun commento".

Il padre: "Nessuno mi ridà mi figlio" "Mio figlio non me lo ridà nessuno...". Così Luigi Corradetti, padre di Davide, una delle quattro giovani vittime di Appignano del Tronto, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla sentenza. Poche parole, per un dolore che resta incolmabile, al di là delle sentenze di tribunale. Nella notte fra il 23 e il 24 aprile 2007 Davide Corradetti, Eleonora Allevi, Alex Luciani e Danilo Traini, tutti amici fra i 16 e i 18 anni, stavano andando in motorino a prendere un gelato a Castel di Lama quando si trovarono di fronte il furgone di Ahmetovic, che, guidando completamente ubriaco, li falciò uno dopo l’altro, ferendo gravemente anche il fratello di Eleonora, Giovanni Allevi.

L'avvocato delle vittime: "La tragedia rimane" "La tragedia rimane, nonostante la soddisfazione per la decisione della Cassazione". Così l’avvocato Nazario Agostini, difensore dei familiari di Davide Corradetti - il primo ad essere investito - ha commentato la conferma della condanna inflitta dalla Cassazione al rom. "Occorre ricordarsi che non esiste un solo responsabile - continua il legale - anche la compagnia assicuratrice del furgone guidato da Ahmetovic deve risarcire i danni e anche la proprietaria del mezzo, che poi è la madre dell’imputato, deve pagare il risarcimento alle vittime. Finora, per questo terribile incidente, nessuno ha pagato un euro".