La Cassazione: Contrada sta male, tutto da rifare

Per il sostituto procuratore della Cassazione che si occupa del fascicolo relativo alla scarcerazione di Bruno Contrada è tutto da rifare. Secondo Tindari Baglione, nel respingere la richiesta di differimento della pena per Bruno Contrada il Tribunale di sorveglianza di Napoli «non risulta abbia compiuto in effetti una valutazione di sintesi e complessiva dello stato di salute del ricorrente». Così afferma il sostituto procuratore nella sua richiesta alla Suprema corte di annullare con rinvio la valutazione dei giudici campani espressa con un’ordinanza il 10 gennaio scorso. La decisione sarà adottata dalla prima sezione della Cassazione il prossimo 27 marzo, visto che i giudici hanno accolto la richiesta del legale dell’ex funzionario del Sisde, l’avvocato Giuseppe Lipera, di «riduzione dei termini per l’urgenza del caso».
Secondo Baglione, una nuova «valutazione si rende necessaria anche perché le conclusioni dell’organo giudicante divergono dalle conclusioni mediche sia delle strutture sanitarie, carcerarie e ospedaliere, sia dei consulenti di parte, che ritengono Contrada in condizioni di salute incompatibili con il regime carcerario». Per il magistrato risulta anche un «evidente vizio di motivazione se si tiene conto che nel provvedimento impugnato non si fa alcun riferimento alla attuale pericolosità sociale del ricorrente, valutato il percorso di reinserimento sociale all’interno della struttura carceraria e tenuto conto dell’età avanzata del ricorrente, Contrada Bruno», che ha 77 anni.