La Cassazione dice sìe riduce la condannaa Vanna Marchi e figlia

Le due teleimbonitrici erano state condannate per la bancarotta della società Ascè, con la quale gestivano le loro attività commerciali

La Cassazione ha accolto oggi la richiesta della Procura della Suprema Corte, avanzata dal sostituto procuratore generale Gioacchino Izzo, che chiedeva di ripensare le condanne inflitte a Vanna Marchi e Stefania Nobile, considerando come un "unicum" i comportamenti penalmente illeciti tenuti dalle due teleimbonitrici.

Il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Milano lo scorso 22 aprile, che condannava le due donne per la bancarotta della società Ascè, la ditta attraverso la quale esercitavano la loro attività commerciale, aveva già ridimensionato il verdetto precedente. Lo scorso ottobre la Marchi aveva anche ottenuto la semilibertà.

E oggi arriva la riduzione della pena. Vanna Marchi sconterà solo 9 anni e 6 mesi dei 14 inizialmente proposti, mentre la condanna per la Nobile passa dagli iniziali 9 anni e 6 mesi a 8 anni e 1 mese di carcere.