Cassazione, il giudice più pazzo del mondo

L’ultima decisione: se sei rasta puoi fumare marijuana. Ecco le sentenze paradossali che hanno segnato il costume in maniera comica. Viene deciso persino come i bimbi devono fare la pipì

Di sicuro se ne inventano di tutti i colori. E non smettono mai di far parlare di sè. Sone le sentenze della Cassazione, l’ultimo grado di giudizio, quello dell’ultima parola. Ma anche quello che in un modo o nell’altro decide il costume nazionale. L’ultima è di qualche giorno fa. Il datore di lavoro che, minacciandoli di licenziamento, sottopaga i propri dipendenti costringendoli a guadagnare meno di quanto indicato in busta paga rischia una condanna per estorsione continuata. Il che sarebbe pure ineccepible. Ma non finisce qui. Il giorno prima: non va condannato l'adepto rasta sorpreso con una busta di marijuana: la sua religione, infatti, impone l'uso quotidiano di «erba sacra» da consumare da soli fino a 10 grammi al giorno. Quindi se sei rasta puoi farti come e quando vuoi. Decide su grandi questione etiche e su processi del secolo, ma basta sfogliare le raccolte degli ultimi anni per scoprire chicche paradossali, ai confini della realtà: all’asilo si può fare pipì? Certo anche senza la presenza deglle insegnanti. Basta saperlo. Il sacerdote celebra messa all’ora sbagliata? Deve rimborsare i fedeli, magari con quel che resta della questua. Giocare a rubabandiera? Non è pericoloso e se vai a sbatter peggio per te. Sei ateo ma vuoi sposarti in chiesa solo per fare contenta la tua lei? Occhio, rischi l’annullamento del matrimonio. A volte è così: sembra il tribunale più pazzo del mondo. Noi abbiamo raccolto il meglio del peggio. Decidete un po’ voi...

Per nascondere l'amante puoi mentire quanto vuoi I giudici l’hanno capita. Se Carla, 48 anni, di Orbetello, negava persino ai carabinieri che l'uomo beccato a fare telefonate ingiuriose a suo marito fosse l’amante, in fondo lo faceva per una buona causa: «Per salvare se stessa da una grave e inevitabile lesione del suo onore». Agli uomini dell’Arma che l’hanno incastrata diceva bugiarda, non ho prestato il telefonino a nessuno. Per questo l’hanno caricata e portata via. Sul cellulare...

Dai del "ladro" al capo: tranquilla, non ti licenziano "La lavoratrice umiliata dal suo capo può reagire apostrofando con insulti il superiore davanti alle colleghe senza che questa reazione alle vessazioni datoriali le venga fatta pagare col licenziamento". É successo ad Annamaria C., operaia tessile di una moderna filanda. Ha dato del "ladro" al datore di lavoro davanti a tutti per un’indennità malattia mai messa in busta paga. Lui l’ha licenziata, ma lei l’ha spuntata. Una giusta lavata di capo.

"Non sono mica un pirla..." E se lo sei ti condannano Mai dare del «pirla» a qualcuno, sennò rischi grosso. Perché per quanto il termine in dialetto milanese possa sembrare persino simpatico, è sempre meglio non utilizzarlo se non si vuoi finire in guai giudiziari. «È lesiva dell'onore e del decoro» della persona alla quale viene rivolta ha sentenziato con il ditino alzato la Suprema Corte. Quindi dare del pirla non si può. Del Mourinho invece sì...

Non puoi dire "puttana" neanche a una puttana Okay, è una prostituta, e allora? Ti sembra un buon motivo per darle della «puttana»? No, secondo la Suprema Corte che ha respinto il ricorso di un 50enne condannato per aver ingiuriato la moglie durante «normali liti tra coniugi». La qualifica non può essere rifilata a nessuna donna, anche se prima di sposarti «svolgeva veramente la professione di prostituta». Non puoi darle della puttana. Puoi darle al massimo cinquanta euro...

Gli affittuari non se ne vanno? Puoi scatenare un'intifada Gli affittuari non se ne vogliono andare? Per sloggiarli potete prenderli a pietrate. E anche se provocate danni non commettete reato. Con questa sentenza la Cassazione ha dato ragione a due fratelli di Trani, Giuseppe e Giovanna C., colpevoli di aver danneggiato le finestre del loro appartamento dato in affitto attraverso un bombardamento di pietre. Gli inquilini, che hanno rischiato la lapidazione, non se l’aspettavano. Sono rimasti di sasso...

Se tradisci a casa tua ti portano via tutti i mobili Merita di perdere tutti i beni e le proprietà che il marito le ha cointestato «la moglie che tradisce il coniuge portando l'amante nella casa coniugale consumando carnalmente il suo flirt». Così la Cassazione ha confermato la «revoca per ingratitudine» della cointestazione di tutti i beni che il marito Aldo aveva donato alla moglie Silvana che lo tradiva in casa con un giovanissimo amante. Soprattutto i mobili. Perchè si sa, la donna un po’ lo è...

Se devi andare in spiaggia puoi invadere la villa dei Vip Le ville da sogno, i residence extralusso, i posti per pochi eletti? Niente ti fermerà. «Nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l’accesso alla collettività se la proprietà stessa è l’unica via per raggiungere una determinata spiaggia». Insomma è inutile star lì a formalizzarsi se devi fare il bagno puoi anche passare dalla piscina di Briatore, salutare il padrone di casa e guadagnare il bagnasciuga. Gratis.

Filmi il dipendete lavativo quindi non puoi licenziarlo Più o meno va così. Un dipendente timbra il cartellino, si presenta sul posto di lavoro poi esce dal garage con la sua auto e se ne va. La telecamera di sorveglianza lo becca, è fatta, licenziato, lavativo che non sei altro. Invece no. Se l’imprenditore scopre un assenteista non vale. Anche se rubano lo stipendio «i dipendenti non possono essere spiati con mezzi tecnologici che annullano ogni forma di riservatezza». Sono, dicono, immagini rubate...

La pacca sul sedere? Se la rifila il capo è giusta La «pacca sul sedere»? Riprovevole a meno che non te la rifili il capo. Uno ci aveva provato ma «l'imputato non intese compiere un vero atto di libidine, non essendo emersi elementi per ritenere che quel toccamento fosse rappresentativo di un gesto di concupiscenza di natura sessuale». Poi la Cassazione ci ha ripensato: anche «la fuggevole toccata ai glutei» è violenza. Per la Suprema Corte un vero testacoda. Contro mano.

Lo schiaffo è legittimo se in nome di Dio Lei è Testimone di Geova e i figli li voleva educare secondo il suo credo. Lui invece no, a quel credo non ha mai creduto, e i figli li educa come vuole lui. Risultato: liti continue, giorno e notte. E alla fine un schiaffi e morsi. Ma senza reato alcuno perchè «le percosse che arrivano al culmine di una lite per motivi religiosi» non possono essere considerate offesa grave. Così hanno continuato, in nome di dio. A darsi botte della Madonna.

Puoi fare atti osceni, ma solo in ascensore Il ragionamento non fa una piega: l'ascensore di un edificio è di per sé un luogo aperto al pubblico ma, una volta chiuse le porte in modo che nessuno possa entrare o vedere cosa succede dentro, non può più definirsi un luogo pubblico. Quindi se fai il maiale in ascensore non puoi essere accusato per legge di atti osceni in luogo pubblico. L’importante è che la cabina non sia di materiale trasparente. Molto meglio il vedo non vedo...

Dire negro non è un insulto, se sei molto arrabbiato Susanna a dire la verità era stata un po’ pesantina: aveva dato del «negro di m...» a un collega extracomunitario che era arrivato in ritardo al lavoro. Già la Cassazione si era espressa: un italiano che aggredisce persone di colore alle quali provoca serie lesioni, non denota, di per sé, l'intento discriminatorio e razzista. Nel caso in questione c’è una sfumatura di più: Susanna era arrabbiata. E quindi autorizzata a dire, al negro, di tutti i colori...

Lo stupro non è reato se porti i jeans Il jeans? «Non si può sfilare nemmeno in parte senza la fattiva collaborazione di chi lo porta: è un dato di comune esperienza». Sentenza 24061. Morale: la vittima di uno stupro non può considerarsi veramente vittima se porta i jeans perchè il violentatore non sarebbe riuscito nel suo intento senza il consenso della vittima. Solo se hai la gonna insomma puoi considerarti indifesa. Se sei uno scozzese invece sono cavoli dello stupratore.

Se sei un vero carabiniere non puoi avere l'amante I carabinieri devono sempre tenere una «condotta esemplare» e non possono «arrecare disdoro» all'arma di appartenenza con relazioni extraconiugali. Sentenza 24414. Colpa di un appuntato Rosario B., sposato, che aveva reagito malamente al «richiamo legittimo e doveroso» del suo superiore che lo invitava a «troncare una tresca» con una donna anche lei coniugata. Se sei carabiniere niente amante. Nei secoli infedele.

Fascista è un'offesa, comunista no «Sei un fascista». Un reato. Certamente si. Anzi no. O forse quasi. Così la Cassazione dopo aver assolto un tizio che aveva apostrofato in quel modo un sempronio con cui stava litigando ha cambiato idea, ma solo un po’: «fascista» non è un insulto se lo urli in faccia a un politico, ma lo rimane se è indirizzato a un privato cittadino. Essere etichettato come Comunista invece non è considerato un insulto. Al massimo una sfiga...

Hai violentato la tua ex? Fa niente, sei sardo Anche la Cassazione tedesca scherza poco (o troppo?) soprattutto se di mezzo ci sono italiani. Un cameriere di ventinove anni che ha torturato, violentato e segregato per giorni l’ex fidanzata ha ottenuto uno sconto di pena perché «è sardo» in quanto «il quadro del ruolo dell'uomo e della donna esistente nella sua patria deve essere considerato attenuante». Centinaia di proteste ma inutili. Non c’è peggior sardo di non vuol sentire..