La Cassazione: Knox e Sollecito pericolosi

"Contro di loro ci sono gravi indizi, esiste il pericolo di
fuga e hanno una personalità negativa", lo scrive la Suprema corte nelle motivazioni del provvedimento con il quale è stata respinta la richiesta di scarcerazione dei due giovani studenti

Roma - La "negativa personalità" di Amanda Knox e la "fragilità caratteriale che sarebbe riduttivo valutare come innocui stereotipi giovanili, in un contesto per di più connotato dal rimarcato uso abituale di droghe" di Raffaele sollecito, sono fra i motivi principali che hanno indotto la Cassazione a confermare la custodia cautelare in carcere nei confronti dei due ragazzi il primo aprile scorso, disposta dal tribunale delle libertà di Perugia il 30 novembre del 2007. È quanto si evince dalle sentenze 16409 e 16410 di oggi con la quale sono state rese note le motivazioni della decisione con cui i due ragazzi, indagati per l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa la notte fra il primo e il 2 novembre 2007 a Perugia.

In particolare, la prima sezione penale ha ritenuto che, oltre all’esistenza dei gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati e al concreto pericolo di fuga e di inquinamento delle prove, ci sia da riflettere anche sulla personalità dei due e ha definito quella di Amanda "negativa" e quella di Sollecito "fragile". "Non fondate sono le censure formulate dalla difesa della Knox in tema di esigenze cautelari, avendo il tribunale correttamente valorizzato l’estrema gravità dei delitti posti in essere, avuto riguardo alla loro natura e alle loro modalità di consumazione, la negativa personalità dell’indagata, quale emerge dalle risultanze di indagine e dal comportamento processuale, le specifiche esigenze attinenti le indagini in relazione al concreto e attuale pericolo per la genuinità probatoria, il concreto pericolo di fuga, tenuto conto della qualità di cittadina straniera dell’indagata".

Anche l’ordinanza del tribunale delle libertà di Perugia con la quale il 30 novembre scorso è stata confermata la custodia nei confronti di Raffaele Sollecito, è stata ritenuta dalla prima sezione penale della cassazione, immune da vizi: "Ragionevolmente è stata ritenuta - scrive ancora la prima sezione penale - la permanenza di esigenze cautelare anche sotto il profilo del pericolo di fuga, in relazione alla gravità degli addebiti e delle potenziali conseguenze sanzionatorie, nonché della pericolosità sociale, stanti la rilevata fragilità caratteriale e le peculiarità personologiche del soggetto, che sarebbe riduttivo valutare come innocui stereotipi giovanili, in un contesto per di più connotato dal rimarcato uso abituale di droghe".