La Cassazione: «Si può essere tre volte sindaco»

da Roma

Quante volte può essere rieletto un sindaco? Una norma dice due. In teoria. Perché in pratica non è così. Anzi, una sentenza della Cassazione ha detto «sì» al terzo mandato, in seguito a una complicata battaglia tra il Viminale e il primo cittadino di un piccolo comune. Una sentenza che condanna il ministero degli Interni e che rischia di provocare centinaia di ricorsi. Ad oggi, sulla questione, c’è un vuoto normativo che andrà colmato al più presto dal prossimo Parlamento. Ma vediamo cosa è accaduto prima della sentenza di ieri.
Elio Ottino, sindaco di Salerano Canavese, in provincia di Torino, a maggio 2004 è confermato nel suo terzo mandato. Per lui, una maggioranza plebiscitaria. Si insedia e forma una giunta. Il ministero degli Interni, però, sulla base di un’iniziativa del prefetto di Torino, decide di contestare questa rielezione perché viola la norma che fissa il tetto di due mandati per tutti i sindaci. Passa l’estate e in autunno arriva il decreto del presidente della Repubblica che decide lo scioglimento del consiglio comunale «per persistente violazione di legge». Ottino, però, si rivolge al tribunale ordinario e vince. Il Viminale ricorre alla Corte d’Appello che però respinge il ricorso. A ricorrere, infatti, doveva essere il prefetto di Torino e non il ministero degli Interni. In mezzo, anche il Tar, Tribunale amministrativo regionale, interpellato dal sindaco in quanto una norma parla di «ineleggibilità» ma non di «incandidabilità» per i sindaci già in sella per due mandati. La guerra continua: il Viminale avvia una procedura che porta al commissariamento di Salerano Canavese. Il sindaco impugna la decisione e il ministero ricorre in Cassazione. Ieri il verdetto: Elio Ottino è riconfermato per la terza volta consecutiva sindaco del piccolo comune.
Secondo Amalfitano, coordinatore della Consulta nazionale dei piccoli Comuni dell’Anci ne approfitta per accendere i riflettori sul caso: «Questa decisione della Cassazione dà ulteriore conferma di un vuoto normativo ed apre ancor più la strada ad una massiccia ricandidatura di sindaci giunti al termine del secondo mandato. Ribadiamo quindi la nostra pressante richiesta - continua Amalfitano - affinché il prossimo governo affronti la vicenda del superamento del vincolo di mandato per i sindaci come uno dei primi punti all’ordine del giorno».
A questo punto, ci sarà presumibilmente una massiccia ricandidatura da parte di molti sindaci al secondo mandato. In primavera sono in scadenza i sindaci di 1.270 comuni. Intanto Ottino canta vittoria: «Un brillante risultato».