La Cassazione: stop alle esplulsioni facili

Roma - Nuovo monito della Cassazione per uno stop alle espulsioni facili nei confronti degli immigrati privi di permesso di soggiorno. In particolare, la prima sezione penale, con la sentenza 394, invita i questori alle prese con situazioni di clandestinità a motivare bene i decreti con i quali si intima all’immigrato di allontanarsi dal nostro Paese e di tenere conto dell’indice di povertà in cui versa. In questo modo Piazza Cavour ha respinto il ricorso della Procura di Venezia che chiedeva l’annullamento della sentenza del Tribunale di Verona che aveva assolto un immigrato privo del permesso di soggiorno e residente a Verona che non aveva ottemperato all’ordine del questore di Parma di allontanarsi dalla città. Nel decreto il questore si era limitato a scrivere che «non è possibile trattenere lo straniero presso un centro di permanenza temporanea», ripetendo la sola formula normativa senza indicarne le cause.

Secondo la Procura tale motivazione stringata era sufficiente per decretare l’allontanamento dello straniero. Piazza Cavour però non l’ha pensata allo stesso modo e nel respingere il ricorso della Procura ha ricordato che «al fine di assicurare il controllo di legalità» è necessario che il decreto di espulsione motivi bene le cause «non bastando che si limiti a riprodurre letteralmente la formula della legge senza alcuna indicazione, sia pure concisa, delle ragioni di tale impossibilità». Ancora la Suprema Corte ribadisce che nell’allontanamento dello straniero bisogna tener conto anche della sua indigenza questo perchè «la normale situazione di disagio in cui versa il migrante economico e lo straniero privo del permesso di soggiorno non consente davvero di presumere che l’ordine di allontanarsi con i propri mezzi entro 5 giorni pena la commissione di un delitto per il quale oggi è minacciata una pena minima di un anno di reclusione, sia per lui evenienza favorevole».