Casse vuote, il Carlo Felice suona il tasto «5 per mille»

Nuova campagna del Teatro Carlo Felice per trovare fondi a sostegno dell’attività «istituzionale», falciata dai tagli imposti dalla legge Finanziaria al Fondo unico dello spettacolo: l'iniziativa è stata illustrata ieri dal sovrintendente Gennaro Di Benedetto che ha spiegato ragioni e obiettivi, chiedendo il coinvolgimento dei contribuenti.
«Per la prima volta in Italia - ha spiegato il massimo responsabile del Teatro genovese - quest'anno oltre alla scelta dell'otto per mille, il contribuente può esercitare anche una scelta del cinque per mille, con la differenza che nel primo caso anche laddove non viene indicato nulla, la destinazione è automaticamente avviata, mentre nel secondo caso, occorre esplicitarla».
In pratica, nel compilare i moduli delle dichiarazioni fiscali (il modello 730, il modello unico, ma anche il Cud) il contribuente può decidere di destinare il cinque per mille delle proprie tasse (senza alcun onere aggiuntivo) firmando in un apposito riquadro uno delle quattro opzioni indicate: sostegno del volontariato, ovvero delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni; oppure finanziamento della ricerca scientifica e dell'università; oppure ancora finanziamento della ricerca sanitaria; o, infine, attività sociali svolte dall’amministrazione comunale di residenza del contribuente.
Per destinare il cinque per mille «a noi - ha sottolineato sempre il sovrintendente Di Benedetto - bisogna apporre la firma nella prima delle quattro opzioni e indicare il nostro codice fiscale, ovvero 00279200109».
Il Teatro Carlo Felice partirà nei prossimi giorni con una vera e propria campagna promozionale. Verranno tra l'altro inviate cartoline per sensibilizzare l'opinione pubblica: «Restituendoci firmata la parte da compilare - aggiunge il vertice del Teatro dell’opera -, si potrà partecipare a una estrazione per sei abbonamenti omaggio alla stagione lirica prossima».
Quale sarà l'esito di questa iniziativa sul piano economico è naturalmente impossibile dirlo. «È la prima volta che si fa un'operazione del genere - ha avvertito Di Benedetto - ed esistono troppe variabili: il numero delle associazioni, delle fondazioni che chiederanno il contributo, il numero dei contribuenti che aderiranno, il reddito dei singoli contribuenti. Quello che ci interessa è innanzitutto ricevere un attestato di fiducia da parte di più gente possibile, sapere che il Carlo Felice può contare su un appoggio da parte di chi crede veramente nel suo operato».