Cassel fa a pugni. E Tyson chi lo difende?

da Cannes

«Come ne garantirete la sicurezza?». Prima domanda della squadra del pugile Mike Tyson agli organizzatori del Festival! Ma se c’è qualcuno al mondo che dovrebbe difendersi da solo è l’ex campione del mondo: da come si è presentato sulla Croisette, Tyson ha la stessa forza sfoggiata nel documentario di James Toback. Lo conferma Fabien Provost, figlio di Franck Provost, capo del primo gruppo di pettinatura europeo, sul punto di estendersi all’Italia: ha rasato il peso massimo prima della montée des marches, attento a tagliar solo i capelli e a non contrariarlo.
Contrariare: ecco l’errore di una giornalista di Elle con Jean-Claude Van Damme. Troppo insistente nel chiedere un’intervista, è stata minacciata dall’attore di «un pugno in faccia». A quando le guardie del corpo per giornalisti?
Vincent Cassel, invece, s’infischia della sicurezza. Gran danzatore di capoeira, taglia atletica, eleganza felina, si muove dalla passatoia rossa del palazzo del cinema alla spiaggia Orange della Croisette, fino allo Jimmy’z, locale notturno in. Non per l’arredo - vetusto e al limite sporco, da anni Settanta, dove i mobili neri, invisibili specie se si è brilli, ogni sera provocano cadute da Paperissima -, ma perché qui converge la gente del cinema. Evento della settimana: Vincent Cassel, marito di Monica Bellucci, annebbiato dagli spinelli fumati ballando, s’è preso a pugni con Matthieu Kassovitz. Il regista dell’Odio - che non par ancora aver esaurito l’argomento - avrebbe detto all’attore di quel suo film: «Ricorda che mi devi tutto». Monica è stufa delle spacconate maritali? L’indomani, sulla passerella, nel suo abito bianco pareva stanchissima.
Dopo di lei venivano la splendida Kristin Scott Thomas e Jackie Chan. Come i venti finti panda della serata del film Kung Fu Panda, per il suo Wushu Chen ha dato una dimostrazione di arte marziale ancora sulla passatoia rossa, eccitando i fotografi. Stessa situazione all’ingresso della serata Chopard, dove le signore in lungo si spazientivano, strette fra loro come fiori in un mazzo. Stavolta il tappeto non era rosso, ma coperto di lustrini: così ci siamo trovate tutte con le scarpe catarifrangenti.
(Traduzione di )