Cassina rischia di cedere alla tentazione Romania

La crisi rischia di erodere il meglio dell’Italia industriale. L’ultima azienda al centro di scelte strategiche e di polemiche è la storica Cassina, di Meda, uno dei più bei nomi dell’arredamento e del design italiano, una delle realtà più importanti del distretto del mobile della Brianza. L’azienda sta organizzando la delocalizzazione di un intero reparto di lavorazioni, quello delle cuciture, per trasferirlo in Romania. «Per il momento si tratta di una semplice ipotesi», è la posizione dell’azienda, che ammette tuttavia di avere in corso «una serie di test in Romania» per valutare le eventuali decisioni. Se il piano sarà realizzato, questo significherebbe smantellare un reparto nel quale operano, tra dipendenti e lavoratori a domicilio, una quarantina di persone, soprattutto donne. Il progetto pare che preveda anche lo spostamento di un terzista, che costituirebbe un ulteriore impoverimento per il tessuto economico della Brianza. Questo, con una concentrazione di circa 6mila attività industriali e artigianali, rappresenta il tipico distretto nel quale convivono e s’intersecano tutti i segmenti del processo produttivo. Ma la notizia va oltre i numeri dei posti di lavoro. Perché Cassina appartiene al 100% al gruppo Poltrona Frau, quotato in Borsa, che ha nell’eccellenza del made in Italy la sostanza della propria missione d’impresa, e che appartene a sua volta al fondo Charme che fa capo a Luca di Montezemolo. Dice un imprenditore del mobile di Meda: «Ci preoccupa questa esportazione della qualità italiana. Troppo facile andarsene e poi appiccicare ugualmente la bandierina tricolore sul marchio. Noi, per essere italiani, facciamo sacrifici, ci scontriamo ogni giorno con la fiscalità e tutte le rigidità del sistema Paese». Insomma, nel distretto c’è il timore che questa possa essere una spallata in grado non solo di impoverire l’area, ma di aprire una breccia verso comportamenti sempre più «rinunciatari».
Alla Cassina, 300 dipendenti (111 milioni di fatturato) e una quota importante di export, sono stati organizzati alcuni scioperi contro le tentazioni di trasferimento in Romania: gli scioperi in Brianza, per cultura e tipicità delle aziende, sono un fatto rarissimo. I sindacati di categoria della Cgil e della Cisl hanno avviato un’opera di sensibilizzazione e questa mattina si svolgerà, a Meda, un consiglio comunale aperto. In gioco non ci sono soltanto dei posti, ma l’essenza stessa del modo italiano di fabbricare quello stile che ci fa apprezzare nel mondo.