«Casté ancora incompatibile»

Nuovo esposto contro Lorenzo Castè, consigliere regionale dei Comunisti Italiani, per riaprire sull'ipotesi di incompatibilità con la carica che ricopre. Indirizzato al presidente del consiglio regionale della Liguria, a firmarlo è, ancora una volta, Gerolamo Leonardini, sindaco di Vernazza, assistito dall'avvocato Giovanni Gerbi dello studio Acquarone. L'ultimo atto della tormentata storia del consigliere eletto nella lista di Rifondazione, aveva visto la giunta per le elezioni pronunciare il non luogo a procedere sul discorso incompatibilità. Ma il nuovo esposto «chiede vengano accertati l'esistenza della cause di incompatibilità in capo al consigliere e ne venga disposta la decadenza» in funzione proprio della determina dello scorso febbraio della Comunità Montana della Riviera Spezzina che annulla la precedente e chiede la restituzione dei finanziamenti erogati a Castè e alle titolari delle altre due aziende beneficiarie. Tre aziende, «di fatto riconducibili ad una». La restituzione però sarebbe avvenuta nei termini assegnati. Da qui l'esposto. Intanto da ieri Eugenio Minasso, coordinatore regionale di An, non è più ufficialmente un consigliere regionale. L’assemblea ha preso atto delle sue dimissioni presentate all’indomani della sua elezione a deputato. Al suo posto, il primo dei non eletti di An, Alessio Saso.