Casta, il Colle fa i conti in garage: 40 auto blu? No, "solo" trentacinque

Guai a toccare il Quirinale: Napolitano risponde con una nota alle accuse lanciate dalla Lega. Anche se la rettifica è minima: le auto blu a disposizione del Colle sono 35 anziché 40, di cui cinque per il Presidente

Roma - Guai a chi parla di «casta» per il Quirinale, viene subito smentito dal segretario generale. Anche se si sbaglia di poco, come è accaduto al leghista Marco Reguzzoni, che ha solleticato il Colle sulle «40 auto blu a disposizione» del presidente della Repubblica. Sbagliato, ha replicato il segretario generale di Napolitano, non sono affatto 40, ma «solo» 35, di cui cinque in tutto per il presidente. Giusto per gli amanti del genere specifichiamo i modelli: tre Lancia Thesis blindate «utilizzate dal capo dello Stato per ragioni di sicurezza», più tre Lancia Flaminia 335 del 1961 (per la parata del 2 giugno e poco altro). Poi ci sono altre macchine pronte per altri capi di Stato in visita, tre Maserati e quindi 24 auto di cui 23 in leasing. Il Colle tiene a precisare che a fronte di 35 autovetture «ci sono 41 autisti di ruolo», cioè «poco più di un autista per veicolo». Spartani veramente. Tutto per circa 323.762 euro all’anno (mentre l’«assegno» annuale del presidente è di 239mila euro lordi).

L’uscita polemica di Reguzzoni ha un po’ sorpreso, visto il flirt della Lega con Napolitano, funzionale a un passaggio indolore degli ultimi decreti del federalismo. Ma con il piccolo bisticcio sulla costituzionalità del decentramento ministeriale il clima è un po’ cambiato, e nel Carroccio si fanno notare - finora sommessamente o quasi - certi privilegi del capo dello Stato. In una battuta di Bossi si poteva anche trovare questo cambio di umore. Arriveremmo allo scontro con Napolitano, scherzava (ma non troppo) il segretario federale, solo se «gli chiedessimo indietro i mobili che si è preso dalla Villa Reale» di Monza. In effetti alcuni pezzi pregiati oggi al Palazzo del Quirinale provengono proprio da una parte degli arredi della Villa che ospita i nuovi ministeri distaccati. Per esempio «la specchiera in legno intagliato laccato e dorato», delle Sale Rosse, «proviene degli arredi della Villa Reale di Monza, confluiti nella Reggia del Quirinale in seguito al passaggio della residenza lombarda al demanio nel 1919», si legge sul sito del Quirinale.

Il Carroccio tiene sempre pronto il capitolo «sprechi del Quirinale», non si sa mai. La ciccia non manca, anche se il Colle in versione Giorgio Napolitano sta seguendo una cura dimagrante delle spese iniziata già dall’insediamento (risparmi per 56 milioni di euro fino a oggi). Non è sfuggita, in clima da feroce anti casta, la mossa ad effetto del Quirinale di «restituire al Tesoro» circa 15 milioni di euro (grazie a tagli sulla parte eccedente i 90mila euro di pensioni e retribuzioni della mastodontica macchina del Colle) nel triennio 2011-2013. Un altro tassello che accredita il presidente come l’unico politico che «pensa al Paese». Ma c’è ancora molta dieta da fare, eccome.

Il Quirinale ha ridotto il personale, ma ha pur sempre un esercito di ruolo di 843 amministrativi, più 103 non di ruolo, più 861 tra militari e poliziotti. Costo complessivo: 228 milioni di euro come bilancio di previsione per il 2011. Un paragone che fa irritare la segreteria generale del Colle è quello con gli altri Palazzi all’estero. Lo facciamo lo stesso. La Casa Bianca dispone di 470 dipendenti, Buckingham Palace 300, l’Eliseo 570 (conta molto di più, ma costa 90 milioni l’anno). In un futuro battibecco la Lega potrebbe chiederlo al Capo dello Stato. Insieme ai mobili di Monza.