La casta evita la scure: salva le poltrone e non taglia gli stipendi

Bocciata in commissione Bilancio la riforma degli enti locali del ministro Calderoli

Roma Inatteso stop al taglio di poltrone e, in qualche caso, degli stipendi negli enti locali. La «cura Calderoli» contenuta nel Codice delle autonomie era stata inserita nella Finanziaria con un emendamento che è caduto sotto la scure della commissione Bilancio della Camera, insieme con la maggior parte del pacchetto governativo. Dodici proposte di modifica su 14 non hanno superato l’esame di ammissibilità, e dovranno essere meglio specificate oppure ripresentate. Sopravvivono solo il cedolino unico per gli statali, gli sgravi fiscali per le banche che hanno aderito alla moratoria sui debiti delle piccole e medie imprese, il turnover per i corpi di polizia, le misure fiscali per l’Abruzzo.
La commissione Bilancio ha valutato solo gli otto emendamenti su cui il governo ha presentato la relazione tecnica, spiega il presidente Giancarlo Giorgetti (Lega Nord), mentre gli altri sono da considerarsi non presentati. Tra i testi congelati, la tabella con la ripartizione dei fondi provenienti dallo scudo fiscale, che indica solo l’elenco delle voci di spesa in cui saranno destinati i 3,7-4 miliardi di entrate straordinarie, ma non le cifre voce per voce. «Sarà ripreso in considerazione solo quando ci sarà la ripartizione esatta delle singole voci», aggiunge Giorgetti.
Fra gli emendamenti bocciati in commissione, il codice delle autonomie, con tutto il corollario di tagli alle 160.000 poltrone degli enti locali: l’emendamento prevedeva la riduzione del 27% dei consiglieri e degli assessori comunali e provinciali, il taglio delle comunità montane e delle circoscrizioni, l’addio ai difensori civici. Norme ordinamentali che, secondo la commissione, esulano dalla Finanziaria. E cade la norma secondo la quale gli stipendi dei consiglieri regionali non possono superare quelli dei parlamentari nazionali, sospettata di incostituzionalità. «L’emendamento sarà riformulato e lo ripresenteremo: ci stiamo lavorando», assicura il ministro Roberto Calderoli. Secondo Marco Milanese (Pdl), consigliere politico di Tremonti, le inammissibilità saranno rimosse presto, «una volta eliminate le problematiche tecniche».
I due pacchetti lavoro e giustizia, privi di relazione tecnica, sono stati semplicemente accantonati, così come la ricapitalizzazione della società «Stretto di Messina», i finanziamenti per Roma capitale, e alcune modifiche minori. Bocciati solo in parte l’emendamento sul dissesto idrogeologico - viene fatto salvo lo stanziamento da un miliardo di euro - e quello sul patto per la salute. Le relazioni tecniche sono in arrivo, e saranno valutate dalla commissione, «ma gli emendamenti inammissibili - spiega ancora Giorgetti - non potranno mantenere la stessa formulazione».
Salta parzialmente anche l’emendamento sulla Banca del Sud, di origine parlamentare: non sono state accettate le norme sul riordino del credito cooperativo (finanziamenti, emissione di azioni ed altre misure di governance) che avrebbero dovuto accompagnare la nascita della banca cara al ministro dell’Economia. Il 60% degli emendamenti parlamentari non ha superato l’esame di ammissibilità: ne restano perciò 940 sui 2400 presentati. Fra i bocciati, la proposta del Pdl per gli interventi a favore della «banda larga».
Sono invece sopravvissuti alla mannaia gli sgravi fiscali per le banche aderenti alla moratoria a favore delle piccole e medie imprese, con un risparmio valutato in quasi 50 milioni di euro. Resta anche il cedolino unico per i «travet»: stipendio, straordinari ed incentivi saranno riuniti in un’unica busta paga, come nel settore privato, e questo consentirà di calcolare subito prelievo e detrazioni Irpef. Per il solo 2011 la norma porterà 200 milioni nelle casse dello Stato. Salvi anche gli 1,5 miliardi in 4 anni per l’assunzione di agenti di polizia e vigili del fuoco; e la proroga al giugno 2010 della sospensione tributaria e contributiva in Abruzzo.