Castel Sant’Angelo, ecco i soldi del governo

Daniele Petraroli

Parola d’ordine, valorizzare e recuperare Castel Sant’Angelo. Per contrastare lo stato di degrado e abbandono è sceso in campo direttamente il governo. Con un primo stanziamento di 100mila euro per gli interventi urgenti e un secondo che dovrebbe arrivare al milione di euro da investire entro il 2006. «Entro un mese - ha spiegato il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione - contiamo di avviare le procedure per far appaltare il primo nucleo di lavori. I 100mila euro serviranno per consolidare l’intero torrione centrale, quello di epoca romana. Dopodiché abbiamo già un accordo verbale con il ministero delle Infrastrutture che dovrebbe sostenere la corposa spesa successiva».
Altri problemi evidenziati nella visita dei funzionari del ministero al monumento: le infiltrazioni d’acqua, i danni provocati dai piccioni e, più in generale, il decoro e la pulizia all’interno e all’esterno del complesso. «Per tutto quel che riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria - ha proseguito Buttiglione - chiediamo un impegno più deciso al Polo museale romano che sta facendo comunque uno sforzo straordinario per restituire al Castello il suo antico fascino».
Nel futuro, poi, Castel Sant’Angelo avrà a disposizione fondi più consistenti. Lo ha anticipato proprio il Soprintendente speciale al Polo museale romano Claudio Strinati che ha anche ammesso le difficoltà che ha incontrato l’istituzione che dirige. «Effettivamente abbiamo avuto qualche problema anche perché il Polo ha cominciato a lavorare a pieno regime solo da quest’anno - le parole di Strinati -. Abbiamo riscontrato, per esempio, carenze nella pulizia degli ambienti. Inoltre troppe zone sono ancora inaccessibili ai visitatori. Per questo ci prendiamo l’impegno fin da ora con il ministero di risolvere le difficoltà che abbiamo avuto nella manutenzione, di ampliare la fruibilità al pubblico e di restaurare molti degli affreschi. La ripartizione delle entrate, d’ora in poi, sarà proporzionale tra i vari musei del Polo. Così Castel Sant’Angelo potrà avere più fondi grazie agli introiti che ricava ogni giorno». Cui bisogna aggiungere i guadagni derivanti dagli eventi che si svolgono nella Mole Adriana. I proventi di manifestazioni come «Le terrazze di Castel Sant’Angelo» saranno, infatti, impiegati interamente per la sua manutenzione.
Un discorso a parte merita il capitolo sicurezza. «Per prima cosa - ha spiegato ancora Buttiglione - chiederemo al Campidoglio, competente per la zona esterna di Castel Sant’Angelo, di rimuovere le abitazioni abusive sorte nei suoi giardini e di creare una rete di protezione. In tal modo sarà ripristinata la sicurezza e l’agibilità del monumento». A differenza del Colosseo, dei musei di Palazzo Altemps, di Palazzo Massimo e delle Terme di Diocleziano, Castel Sant’Angelo non avrà però metal detector e nastro a raggi X. «La motivazione è semplice - ha continuato il ministro -. L’obiettivo del terrorismo sono le persone e, dunque, i luoghi dove c’è grande concentrazione di persone. Il Castello ha sì un gran numero di visitatori ogni giorno ma sparsi su un’ampia superficie». Non tramontata, infine, l’ipotesi di creare una fondazione ad hoc per la gestione di Castel Sant’Angelo. «Se il Comune ce lo proponesse - ha concluso Buttiglione - valuteremmo il progetto attentamente ma per il momento non c’è nulla di concreto».