«Castel Sant’Angelo? Un rifugio per delinquenti»

I giardini di Castel Sant’Angelo come dormitorio. Quattro immigrati, due romeni, un bosniaco e un etiope, sono stati scoperti ieri mattina poco prima delle 7 dai vigili urbani a dormire sotto l’arco del tunnel che collega Castel Sant’Angelo a San Pietro, sopra dei cartoni, coperte e masserizie. I luoghi, posti a una trentina di metri dall’area giochi, erano maleodoranti e degradati. Lo annuncia Alessandro Marchetti, segretario generale aggiunto del Sulpm. «L’intervento della municipale - aggiunge - è stato tempestivo e ha potuto scoprire che a carico degli immigrati vi erano preoccupanti precedenti penali. L’etiope ad esempio era già stato arrestato nel 2005 per violenza carnale e nel 2007 per ricettazione ed è stato invitato ad allontanarsi dal territorio nazionale in applicazione della normativa vigente, il bosniaco in precedenza aveva usato diversi alias e si era reso responsabile nel 1995 a Rieti, a Milano e a Bolzano di possesso illegittimo di armi, furto aggravato e ricettazione, nel 1996 a Roma di furto aggravato, nel 1998 a Roma era stato arrestato per rapina, nel 2000 a Roma per rapina e lesioni personali, nel 2001 a Roma per furto ed era stato fermato per identificazione ben 14 volte dagli organi di polizia, 15 con quest’altra, ma stavolta è stato portato nel Centro identificazione ed espulsione (ex Ctp) di Ponte Galeria dove sarà trattenuto in attesa di espulsione. Gli altri due romeni invece, dopo l’identificazione sono stati rilasciati a piede libero». «Quando si parla di immigrazione - aggiunge Marchetti - ci piacerebbe che i responsabili dell’Onu scendano dai loro scranni ed abbandonino le loro scorte e vengano con noi a vedere che gentiluomini girano per le città e i parchi e a vivere come sono costretti a fare tutti gli altri cittadini: con la paura e la diffidenza addosso. L’Italia e i romani sono un popolo accogliente, ma non di fessi, pronti ad accettare gli immigrati onesti, ma non disponibili a concedere l’impunità per ladri e delinquenti che vengono da noi per depredare e non per lavorare».
«Il problema dell’immigrazione invece dimostra quanto non hanno ancora fatto le grandi organizzazioni internazionali, come l’Onu - conclude- , nei paesi del terzo mondo, dove nonostante i tantissimi aiuti economici inviati dagli stati europei in questi ultimi cinquant’anni ancora non si è riusciti a dare una dignitosa qualità della vita a quei popoli, costretti cosi a lasciare la loro terra».