A Castel Sant’Angelo tutti i capolavori ritrovati

Era stato rubato nel 2003 a Campobasso il manoscritto del 1770 della Confraternita di Santa Maria della Croce, memoria storica della città e delle sue tradizioni, messo all’asta su e-Bay. Ma la Polizia postale che stava monitorando la rete, si è interposta e al momento della consegna alla Spezia il vice commissario di Isernia Antonio Ricci si è addirittura travestito da prete per riportarlo a casa.
È uno dei ritrovamenti dovuti alla passione, alla perizia e all’abnegazione di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, raccolti ora nella mostra «La felicità di un ritorno», aperta fino al 29 giugno a Castel Sant’Angelo (tutti i giorni 9-19, lunedì chiuso. Catalogo Gangemi).
La rassegna vuole far conoscere il modo di operare delle forze dell’ordine e far vedere alla gente le opere da restituite a musei, gallerie, chiese e privati. Alcune dopo anni. È il caso della testa di Faustina Maggiore (105-141 d. C.), moglie dell’imperatore Antonino Pio, trafugata nel 1961 a Minturno e individuata nel mercato antiquario di New York l’anno scorso dalla Guardia di Finanza. Vengono dalla Pinacoteca Capitolina tre dipinti sulla Sacra famiglia di Ludovico Carracci, Polidoro da Lanciano e Guercino, mentre l’Adorazione dei pastori attribuita a Perin del Vaga è da ascrivere a Sciolante da Sermoneta. Altra opera di grande pregio l’Annunciazione di Cristofaro Scacco, rubata nel 1999 a Nola e recuperata l’anno dopo dai Carabinieri, cui si deve anche il ritrovamento di una lettera di Mazzini trafugata dall’Archivio di Stato di Roma. Ritrovati anche, per merito della Polizia, quadri di Severini, Carrà, Vedova rubati nel 1986 alla Triennale di Milano, e degli Chagall, Balla, Matta, Warhol spariti durante il viaggio di ritorno dalla Fiera del Levante di Bari a Firenze. Novità di quest’anno il settore dedicato ai falsi. Che riguardano arte moderna, ma anche arte antica e archeologia.