Castelfusano, torna l’allarme per i rettili Avvistato un terzo serpente a sonagli

E sono tre. Avvistato un altro esemplare di serpente a sonagli nella pineta di Castelfusano. E da domenica mattina è caccia aperta al terzo Crotalus Atrox nascosto fra i pini nella zona della stazione ferroviaria. Un’area ad alto rischio non solo per gli amanti del jogging e delle passeggiate all’aria aperta, in quanto densamente abitata.
Villini a schiera e giardini condominiali a poche decine di metri dalla zona X (via degli Autoscafi e via della Fusoliera) potrebbero diventare il rifugio ideale (cibo a volontà) per il predatore originario degli Stati Uniti sud-occidentali e del Messico. Gli uomini del corpo forestale, dal canto loro, da oltre 48 ore sono impegnati nella difficile ricerca nel territorio compreso fra viale Mediterraneo, viale del Gran Pavese, la Cristoforo Colombo e la Roma Lido. Una porzione di Riserva transennata dalla polizia municipale ma solo in parte. «Non è affatto segnalato a dovere - lamenta un ciclista della zona- visto che i nastri di plastica non sono stati messi in tutto il perimetro e chiunque può entrare nel sottobosco senza accorgersene».
Insomma, è di nuovo allarme nel parco pubblico del litorale romano dopo la cattura dei primi due animali avvenuta a distanza di tre settimane, tra la fine di settembre e la metà di ottobre. Tanto che al Corpo Forestale temono il peggio, ovvero che si possa trattare di uno stesso disegno criminale avvenuto, però, in tempi differenti considerando anche la distanza chilometrica da Tumuleti, luogo del primo rilascio. In quasi un mese, del resto, le bestiole striscianti non avevano percorso nemmeno un metro. Difficile, poi, attraversare la Cristoforo Colombo senza finire sotto le ruote di un'auto nell’unico punto possibile, all’incrocio con via della villa di Plinio. Dunque, chi ha provato a spopolare il polmone verde terrorizzando i suoi frequentatori avrebbe colpito ancora.
A lanciare per primo l’allarme un uomo in bicicletta. Dopo un’agghiacciante faccia a faccia con la bestia lunga un metro e mezzo il poveretto si è lanciato nella discesa che dalla vecchia entrata del parco, su viale Mediterraneo, porta al chiosco bar «da Armando». Qui ha incontrato un gruppo di fungaroli in cerca di porcini fra i quali un esperto di rettili. La descrizione fatta dallo sventurato, purtroppo, corrisponde soprattutto in due particolari: i due denti incisivi e il sonaglio nella parte finale della coda. «Non è un frustone - spiega l’uomo agli avventori del bar - quei serpenti io li conosco bene. Questo mi fissava con la testa alta in posizione di difesa. Per poco non mi è preso un colpo».
Da escludere che la coppia abbia fatto in tempo a rilasciare cuccioli vista la loro giovane età, sui quattro anni. «L’atrox - spiega il professor Guido Lombardi, erpetologo - è viviparo. Non nidifica, non cova le uova come le galline o il cugino pitone, ma partorisce piccoli già sviluppati all’interno dell’utero». Un morso letale: il veleno non lascia scampo a meno che non si somministri in tempo l’antidoto specifico. Per la cronaca è un farmaco assente in Italia. yuri9206@libero.it.