Castelletti sindaco? Il «fantasma» della Cdl può vincere a Verona

Secondo un sondaggio l’imprenditore porterebbe un bonus di otto punti a quelli della coalizione in caso di ballottaggio. Il leghista Tosi ha scelto la sua squadra

da Milano

C’è sempre una via di fuga, che di solito è la terza via. Se lo son detti già da un po’ i vertici di Forza Italia, ci sta lavorando assiduamente il coordinatore nazionale Sandro Bondi, uno abituato a non lasciare nulla di intentato, soprattutto se la posta in gioco è alta come a Verona, dove la Casa delle libertà può vincere le elezioni comunali senza troppi problemi, oppure i problemi crearseli da sé, e perdere andando in frantumi, di qua l’inedita alleanza Lega Nord-An a sostegno del leghista Flavio Tosi, di là Forza Italia e Udc con l’ex direttore generale della Rai Alfredo Meocci. A indicare una possibile strada da seguire adesso c’è un sondaggio. Dice che fra i due litiganti, Luigi Castelletti, il presidente della Fiera, potrebbe godere di un consenso importante, quello che in politichese si chiama «valore aggiunto»: il 34 per cento degli elettori di centrodestra voterebbe indifferentemente per Tosi o per Castelletti, ma un buon 8 per cento sceglierebbe Castelletti, e non Tosi. Un bacino elettorale che potrebbe decidere l’esito di un eventuale ballottaggio fra Tosi e il sindaco uscente del centrosinistra Paolo Zanotto, ma che, chissà, potrebbe anche scompaginare i giochi (al massacro) di questi giorni.
Il sondaggio lo ha eseguito la società Ipsos, che il 10 aprile, quattro giorni fa, ha fatto 800 interviste telefoniche su un universo di riferimento di 219mila veronesi scelti in base a quote per sesso, età, livello di scolarità e tipologia di occupazione. A commissionarlo ambienti economici veronesi, che hanno voluto valutare il peso del presidente della Fiera nell’ipotesi di una sua lista autonoma da centrosinistra e da centrodestra.
Dicono i risultati che il centrodestra a Verona è favorito indipendentemente dal candidato: Flavio Tosi ha un appeal elettorale del 55 per cento, contro il 50 di Zanotto, il 29 di Castelletti e il 25 di Meocci. Ed eccola, l’altra novità: il consenso per Castelletti, che risulta conosciuto dal 67 per cento dei veronesi, supera quello per Meocci, che è noto all’86 per cento degli elettori ma in flessione rispetto a gennaio, quando il suo grado di appeal si attestava al 33 per cento. Il presidente della Fiera potrebbe capitalizzare sia il voto di una parte del centrodestra sia quello più moderato e non riconducibile all’area centrista, ma anche una quota degli elettori di centrosinistra meno propensi a una riconferma di Zanotto. L’analisi del bacino elettorale di Castelletti dice infatti che c’è uno zoccolo duro di «sicuri», che si collocano soprattutto al centro e al centrodestra, un 9 per cento di elettori «potenziali», e fra questi non mancano coloro che alle ultime elezioni politiche hanno votato Lega Nord, e un 13 di cittadini «avvicinabili», fra i quali spicca una fetta consistente di persone che nel 2006 hanno scelto la sinistra. In generale, il presidente della Fiera piace agli elettori fra i 31 e i 45 anni, laureati e con un lavoro autonomo. In uno scontro diretto con Zanotto, Castelletti sarebbe al 39 per cento contro il 47 del sindaco uscente, con un 14 per cento di indecisi.
Ieri Tosi ha presentato la lista civica «Per Verona» che, con An e Lega, lo sosterrà all’appuntamento di maggio, nel simbolo una scala, fra i nomi quelli di diversi ex azzurri: la portavoce Mimma Perbellini, ex assessore comunale alle Politiche sociali nella giunta Sironi, l’ex vicepresidente del consiglio comunale, Gianluca Fantoni, l’industriale Mario Perdomini, già presidente del Consorzio Zai in quota a Forza Italia. «Verona civile - ha detto Tosi - vuole riappropriarsi delle scelte per una politica prima di tutto per i cittadini». Le trattative restano in corso. Da Silvio Berlusconi ieri è arrivato un richiamo all’unità: a Verona, ha detto, «valgono le ragioni dello stare insieme. E comunque, vedremo...».