Castelli cita «l’eroe Calipari» e in Aula finisce a insulti

Roma. Lo scontro in Aula sull’Afghanistan tra centrodestra e Unione ha trovato nuovo terreno sul nome di Nicola Calipari, l’agente del Sismi morto in Irak mentre riportava a casa la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena. Nella sua dichiarazione di voto, il capogruppo della Lega a Palazzo Madama, Roberto Castelli, ha citato l’agente ucciso in un posto di blocco definendolo «un autentico eroe del nostro tempo, morto per salvare un’incosciente». Parole che hanno suscitato la reazione della senatrice di Rifondazione comunista, Lidia Menapace, che ha iniziato il suo intervento chiedendo scusa «a nome di tutta l’Aula» alla senatrice ds Rosa Villecco Calipari, vedova del funzionario ucciso in Irak, per «l’indegna strumentalizzazione». Gli animi al Senato si sono surriscaldati, e sono partite urla e insulti dai banchi della maggioranza e dell’opposizione. La situazione si è resa incandescente dopo che la vedova Calipari ha abbandonato in lacrime l’Aula, accompagnata dal capogruppo dell’Ulivo Anna Finocchiaro. Solo l’intervento del presidente di turno dell’assemblea, il ds Gavino Angius, è riuscito a riportare alla calma l’aula. Più tardi lo stesso Castelli è intervenuto per difendere il suo intervento: «Respingo sdegnosamente le vili accuse della senatrice Menapace, ho solo voluto rendere un sincero omaggio a tutti i caduti italiani nelle missioni all’estero poiché nessuno lo aveva ancora fatto, e rendere omaggio in particolare a Nicola Calipari». È stata la Menapace, ha concluso Castelli «a strumentalizzare le mie parole».