Castelli, Diliberto e le spranghe

Il Senato si costituirà in giudizio di fronte alla Corte costituzionale nel conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato sollevato dalla Corte di Cassazione per la polemica del 2004 fra l’esponente della Lega Roberto Castelli, all’epoca Guardasigilli, e il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. Castelli era accusato di diffamazione e ingiuria, aggravati dall’uso del mezzo televisivo, per aver detto che Diliberto mandava la gente «in giro a sprangare». Il tribunale dei ministri aveva deliberato la natura non ministeriale dei reati ascritti a Castelli, ma il Senato aveva votato a maggioranza sostenendo che l’ex ministro aveva agito a tutela «di un preminente interesse pubblico». Per la Cassazione tale decisione è una «invasione delle attribuzioni del potere giudiziario». Con 163 sì, 118 no e 3 astenuti, il Senato ha deciso di costituirsi in giudizio. Una partitina da 5 milioni di euro, quelli che Diliberto ha chiesto a Castelli.