Castelli: «Nuovo penitenziario a Savona»

Roberta Bottino

da Savona

«Dicono che i liguri sono avari ma non è vero, i liguri vogliono costruire un futuro, e lo so bene perchè tutta la famiglia di mia madre è ligure», con queste parole il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha scavato tra le sue radici dimostrando di conoscere bene la realtà genovese e le novità che sforna settimanalmente la giunta rossa del presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. «Ho visto che vi vogliono prendere le case» dice ironicamente Castelli. Applausi.
All'Hotel Riviera Suisse di Savona il ministro della Giustizia nella serata di venerdì è stato accolto da un centinaio di persone, che con interesse hanno ascoltato un comizio articolato e preciso che ha toccato diversi temi importanti: devolution, federalismo fiscale e giustizia. In sole 24 ore il padre fondatore della Lega Nord in Liguria, Bruno Ravera, assieme al segretario provinciale di Savona, Andrea Bronda, sono riusciti a raccogliere attorno a Castelli oltre cento persone. . Nelle more del discorso del Ministro della Giustizia tante le bordate contro la sinistra. «Abbiamo combattuto da anni contro i loro insulti - tuona Castelli -, a tal proposito ho appena finito di scrivere un libro. Dobbiamo renderci conto che la sinistra ha abbandonato il popolo».
Tanti i commenti al fiele su Romano Prodi. «Dichiara di essere cristiano - dice Castelli -, e poi vuole i matrimoni gay. Noi non li accettiamo». Duro l'attacco contro i magistrati. «Dicono che sono contro di loro - continua Castelli -, ma non è vero. Chiedo solo che facciano il loro dovere. La Magistratura deve stare fuori dalla politica».
Il Ministro è convinto che sia necessario cambiare l'assetto dello Stato per trasformarlo in un moderno Stato federale. Castelli ricorda quanto il percorso della Lega Nord sia stato difficile e in salita, soprattutto nel momento in cui Umberto Bossi fece il patto con Silvio Berlusconi. «A quei tempi siamo andati al minimo storico - commenta Castelli -. Il Senatur nel 2002 fece una scelta rischiosa, un'alleanza su un grande programma. Oggi possiamo dire che ci eravamo impegnati a raggiungere dei traguradi che sono stati tagliati. Il ministro Roberto Maroni ha riformato il mondo del lavoro». Il ministro ha informato che a breve partiranno i lavori per un nuovo penitenziario, che nel giro di pochi anni verrà realizzato a Savona.