Castellini, l’ex che fa i gol «amari»

Federico Berlingheri

Braccia larghe al cielo, pugni chiusi, indici rivolti verso l'alto e l'urlo «gol» che esce dalla gola. Due volte così uguali, così diverse. La prima il 22 ottobre del 1999: Genoa-Sampdoria, nuovamente derby della Lanterna dopo la terza caduta in Serie B della storia blucerchiata. È il minuto 44 del primo tempo e il genoano Tabbiani perde palla nei pressi dell'area di rigore; Vasari ne approfitta, s'incunea, tira e sulla ribattuta arriva, chissà da dove, chissà perché, Marcello Castellini da Perugia, professione centrale difensivo. La sua conclusione dal limite è fulminea, secca e non lascia scampo al numero 1 rossoblu Soviero. Proprio sotto la Nord, 0-1 e primo gol con la Samp dopo due campionati ed una cinquantina di presenze. La gioia è incontenibile, la corsa verso la Sud irrefrenabile. Indimenticabile. Quel derby finisce poi 1-1, pareggio di Gennarino Ruotolo quasi allo scadere. La gioia di Marcello e dei sampdoriani è monca, spezzata, strozzata. Quell'anno il Doria non va in A per un punto.
Altra storia, ma stessa sorte circa quattro anni e mezzo dopo, il 15 maggio 2005: al Friuli è di scena Udinese-Sampdoria, vero e proprio spareggio per il quarto posto, ossia per i preliminari di Champions League. Minuto 24 del primo tempo, punizione battuta tesa da Volpi, Diana allunga di testa in area, Marcello Castellini in anticipo sul portiere bianconero De Sanctis trova la girata vincente e insacca sul primo palo. La gioia è ancora una volta incontenibile, da sfogare e condividere con lo spicchio di Gradinata Sud trasferitosi in Friuli. Ma, ancora una volta, la stessa gioia è ridimensionata ed i sogni frantumati da un autogol di Pisano che sancisce l'1-1 conclusivo. A fine campionato, il Doria arriva quinto, ad un punto dai bianconeri udinesi.
Da circa due mesi, Marcello Castellini, quello dalla maglia fradicia, spesso strappata, quello dai sempre più radi capelli bagnati dal sudore, quello tutto grinta e caparbietà, impegno e orgoglio di chi non s'arrende mai, ha lasciato la Sampdoria per tornare al Bologna. E domenica, in Coppa Italia, per uno strano scherzo del destino, se la ritroverà subito di fronte. Si ritroverà di fronte un pezzo di carriera, cinque stagioni e 130 presenze complessive tra Serie A e B, condite da cinque reti. Tra queste, quelle due volte così uguali, così diverse ma che i tifosi del Doria non potranno mai dimenticare.