Il castello-rifugio dei Feltrinelli ora nido d’amore

Quattro edifici, 35 ettari di terreno coltivato a vigneto e uliveto, una splendida spiaggia privata: è qui, a Villa Feltrinelli, castello-fortezza sul promontorio dell’Argentario, che Anna Falchi e Stefano Ricucci hanno celebrato e festeggiato le loro tanto attese nozze. Mille orchidee, addobbi di colore esclusivamente bianco e pochissimi invitati, rigorosamente selezionati: il matrimonio fra la bella e l’immobiliarista più chiacchierato del momento ha avuto come sfondo questa storica residenza alla Cacciarella, immersa nel meraviglioso paesaggio dell’Argentario e di Porto Santo Stefano. La casa, costruita nel 1940, durante la seconda guerra mondiale divenne un vero e proprio rifugio per la famiglia Feltrinelli: qui Carlo e la moglie Gianna Elisa Gianzana, i genitori di Giangiacomo, si ripararono dalle bombe grazie a un nascondiglio sotterraneo fatto appositamente costruire. E, sempre qui, Giangiacomo, il futuro editore, cominciò a pensare alla rivoluzione proletaria: era il 1942 e, insieme alla sorella Antonella, trascorse alla Cacciarella due anni e mezzo fondamentali per la sua formazione. Conobbe e frequentò i figli del custode e degli operai che costruivano il rifugio, vide per la prima volta quell’esplosivo che segnerà la sua esistenza: la sua vita si concluderà tragicamente su un traliccio di Segrate nel 1972, a soli 37 anni. Alla villa tornerà la madre, Gianna Elisa, dopo il secondo matrimonio, con il marito Luigi Barzini jr, il celebre cronista del Corriere della Sera e le loro figlie Ludina e Benedetta, sorellastre di Giangiacomo. Poi, dopo la morte di Gianna Elisa, la «sua» fortezza viene messa in vendita: e la leggenda narra che una lunga traccia di sangue cominciò a scorrere da un lampadario, come se la casa piangesse la morte della sua indiscussa «matrona». La principesca dimora è poi diventata di proprietà del senatore di Alleanza nazionale Giulio La Starza, che la acquistò per sei miliardi e mezzo di lire. Infine, l’ultimo passaggio di mano nei primi mesi del 2005: Stefano Ricucci la fa sua con 70 milioni di euro.