Castiglione Olona, in Lombardia un’«isola» toscana

A spasso nel tempo, tra i gioielli d’arte del borgo rinascimentale immerso nei boschi del Seprio

Confidando nel bel tempo, per il fine settimana si può sperare in un doppio ripasso: storia dell'arte e arte della pedalata. Per unire senza eccessivo sforzo le due prove ecco un itinerario facile facile di 7 chilometri (o 14 se si intende ritornare al punto di partenza sempre in bicicletta), ritagliato a Sud di Varese, ma lontano dalla pazza folla dei bagnanti lacustri. Castiglione Olona, Torba e Castelseprio: ecco le mete della lezione en plein air. A spasso nel tempo sono tante davvero le storie che può capitare di ascoltare, ma quella di Castiglione Olona sembra la fiaba di una Cenerentola lombarda che si agghinda «alla Toscana» per non sfigurare al ballo. Il risultato? Ovviamente sarà lei la più bella. Com'è successo a questo borgo sull'Olona che prende il nome dalla famiglia che nel XV secolo ne fu il talent scout. Non fosse stato, infatti, per il Cardinale Branda Castiglioni questo piccolo centro non sarebbe mai divenuto uno dei maggiori scrigni d'arte della Lombardia. Invece lui, che al titolo di Cardinale sommava quello di Vescovo, Conte, nonché la fama di essere un fine giurista, con lungimiranza e saggezza non fece mancare nulla a questo possedimento di famiglia. All'ombra della pineta di Appiano, Branda Castiglioni, innamoratosi dei bozzetti e delle linee di Brunelleschi, richiamò le migliori maestranze da Firenze e dintorni. Qualche nome? Quello di Masolino da Panicale, che lavorò nella collegiata e nel battistero, può bastare a garantire la qualità. È così che Castiglione Olona oggi sembra un'enclave toscana in Lombardia. La collegiata e il battistero dominano dalla collina il piccolo centro tutto cucito intorno ad una piazza dove svettano palazzo Branda Castiglioni e la chiesa di Villa, fra gli edifici più «toscani» dell'intera Lombardia (Iat tel. 0331-858301). Un paio d'ore per scoprirne i segreti e poi l'itinerario prosegue alla volta di Torba e del suo monastero (www.fai.it, tel. 0331-820301 visite 10-13 e 14-18) che da piccolo avamposto del castrum romano longobardo è oggi, anche grazie al Fondo per l'ambiente italiano, uno dei centri culturali più vivaci della zona. I ciottoli di fiume che formano la maggior parte del complesso ne hanno viste di tutti i colori: prima i potenti che a turno calavano sul territorio e vi si accampavano; poi i soldati lasciarono posto ai benedettini, e infine dal '400 Torba fu «riconsegnata» al popolo di contadini che ne abitarono i locali, più o meno incuranti dei bellissimi affreschi, come quelli che ancora oggi decorano la torre di guardia e la Chiesa. Inforcata di nuovo la bici manca davvero poco al traguardo, anche se la salita verso Castelseprio (tel. 0331-820438, domenica e festivi 9.30-18.20), l'antico castrum Sibrium di tarda età imperiale romana, non mancherà di fiaccare le gambe. A togliere il fiato però sarà il ciclo di affreschi della longobarda Santa Maria Foris Portas, uno degli edifici più importanti, studiati e discussi. Insieme all'opera dell'uomo è l'incanto della natura, con fitti boschi che sembrano aver imprigionato il sapore del passato, a rendere la suggestione di questa lezione indimenticabile.