Castiglioni, architettura delle idee

A chiusura anche il «decalogo» con i suoi preziosi consigli per chi aspira a fare il designer

Pensieri e frasi di un grande architetto e design, Achille Castiglioni per la prima volta raccolti in un libro e presentati alla Triennale di via Alemagna 6, oggi alle 18,30. Nella prefazione del volume «di» presentato da Irma Barni Castiglioni, Eugenio Bettinelli, Paolo Ferrari, Italo Lupi e Peppino Ortoleva, Gianfranco Cavaglià, è spiegato come il grande maestro, quasi in automatismo riprende nel deposito della memoria la continuità di un modo di fare e di affrontare i problemi. A questa iniziale spontaneità sono seguite azioni che hanno cercato di raccogliere le espressioni più quotidiane che nella loro immediatezza esprimono con efficacia un modo di pensare, di progettare e di vivere. Ha detto: «... e se vuoi cercare l’architetto lo trovi nelle ringhiere, nelle scale... non nella distribuzione dei locali. Non ci si salva dalla speculazione». L’aspirazione di Castiglioni era l’architettura. La dimensione dell’oggetto, per questo straordinario autore di numerose case, mobili, oggetti, lampade e divani, rappresentava nel creare lo spazio nel quale potere progettare con il rigore che riteneva necessario. Molte sue fasi qui raccolte da Cavaglià che per anni ha lavorato al suo fianco, sono battute quotidiane, motti di spirito, abitudini, dove emerge sempre un uomo attento a tutto ciò che lo circonda, instancabile, convinto nelle proprie idee ma sempre ben disposto a rimetterle in discussione. A chiudere il libro, un «decalogo» per chi aspira a diventare design, unito ad alcuni pensieri speciali per collaboratori e amici di una vita fra cui Bruno Munari, Max Huber, Vittorio Lampugnani, Ettore Sottsass. In «di» edito da Edizioni Corraini, un libro di piccolo formato (12 Euro, 80 pagine) si trovano frasi come «Se non siete curiosi, lasciate perdere», «non ripetere ciò che è andato bene, potrà non andare più come prima», «La differenza è alla base della sicurezza». È stato presentato ieri anche l’importante volume di Giancarlo Iliprandi «Disimpegno» edito sempre da Corraini (128 pag. euro 24), un omaggio a uno dei maggiori grafici italiani che è stato anche presidente dell’Associazione disegno industriale e insegnante al Politecnico di Milano e all’Istituto europeo di Design. Hanno parlato con l’autore Gillo Dorfles, Giovanni Baule, Gianluigi Colin e Beppe Finessi. Iliprandi ci ha fatto scoprire i caratteri da stampa e nei suoi manifesti e nelle sue copertine ormai introvabili in oltre quarant’anni di carriera mordenti messaggi visivi accompagnati da testi e riflessioni. Alla Triennale prosegue intanto la creazione della Biblioteca del Progetto, aperta dal 2005. Nuove donazioni vanno ad arricchire il patrimonio dell’Ente. Il 27 giugno alle 18,30, sarà la volta della donazione della biblioteca di Tomiás Maldonado che ha ceduto 1.500 libri e 160 annate di riviste che coprono un arco di tempo che va dai primi del Novecento a oggi, riguardanti l’architettura, le tecniche costruttive e i dibattiti internazionali: un caso di rarità di titoli che vedono testi provenienti da tutto il mondo.