Castro si arrende: «Ormai sono pronto a lasciare il potere»

In una lettera letta in televisione il Líder Máximo per la prima volta parla di ritiro: «Non ostacolerò politici più giovani»

C’è bisogno di una nuova strategia per l’Afghanistan e di maggior impegno da parte di tutti i protagonisti, Onu, Nato, Stati Uniti, se si vuole evitare di restare impantanati nel Paese per decenni. Non che l’insurrezione talebana, che secondo l’intelligence conta circa 10.000 uomini, sia in grado di costringere con le armi alla fuga i 40.000 soldati di Nato Isaf e i 12.000 di Enduring Freedom schierati nel Paese, ma certamente se l’Alleanza Atlantica vuol completare la fase di «contenimento» dei talebani entro il 2010, per poi neutralizzarli definitivamente, deve cambiare passo.
La Nato ha accolto l’appello del segretario alla Difesa Usa Robert Gates a mettere a punto un piano integrato politico-militare che dovrà essere approvato nel corso del prossimo vertice di Bucarest. E nel frattempo spera che gli alleati, compresa l’Italia, si convincano ad offrire sia i 3 battaglioni in più richiesti dai comandanti militari (circa 2.000 soldati) sia i 3.000 istruttori per l’Esercito e le forze di polizia afghane, oltre a 20 elicotteri da trasporto, che saranno probabilmente noleggiati.
Intanto negli Usa il Centcom, guidato dall’ammiraglio Fallon, che guida le operazioni in Irak e Afghanistan, sta rivedendo la strategia afghana e la stessa cosa sta facendo il Dipartimento di Stato. L’obiettivo è di utilizzare meglio e in modo coordinato soldi (37 miliardi di dollari), ricostruzione civile, operazioni militari e pressione politica sul governo afghano. Non è invece possibile aumentare sostanzialmente la presenza di soldati in Afghanistan, sia pure per un periodo limitato, come invece è stato fatto in Irak. Contemporaneamente Nato e Usa stanno continuando a condurre azioni contro i talebani a dispetto della stagione invernale, per non dare tregua al nemico. La riconquista del distretto di Musa Qala è solo un episodio nella strategia del generale Dan McNeill.
Inoltre i piccoli avamposti che tradizionalmente venivano abbandonati in inverno quest’anno resteranno operativi. E continua a pieno ritmo l’addestramento e il potenziamento dell’esercito afghano. Gli attuali 50.000 soldati devono diventare 70.000 entro il 2009, con un anno di anticipo sul previsto. E saranno dotati di nuovi mezzi, compresa una ventina di aerei da trasporto militare, probabilmente saranno i G-222 ex Aeronautica militare italiana. Tutto questo con la consapevolezza che la partita in Afghanistan resta difficile e non sarà comunque di breve durata.