Castro si compra l’aereo col mutuo

Massimo M. Veronese

Per comprarselo ha fatto un mutuo, erano anni che lo sognava e lo voleva proprio così. Una pazzia, ma cosa vuoi, si vive una volta sola e del doman non v’è certezza, dopo una vita passata a lavorare, i sacrifici, i figli ormai grandi. Non devi mai smettere di sognare anche se hai quasi ottant’anni e guadagni, come lui, solo 36 dollari al mese. Certo lui con i ricchi non è mai stato tenero. Per forza, con quello stipendio lamentarsi è il minimo. Una volta per esempio si indignò fino alla bava alla bocca. Era a Monterrey, in Messico, lo ascoltavano tutti, c’era persino la tv: «Le tre persone più ricche del mondo - sfogò la sua rabbia - possiedono attivi pari al Pil combinato dei 48 Paesi più poveri». E poi: «La povertà estrema nel Terzo Mondo raggiunge ormai la cifra di 1,2 miliardi di persone. L’abisso cresce, non si riduce. La differenza di entrate tra i Paesi più ricchi e quelli più poveri, che era di 37 volte nel 1960, è oggi di 74 volte». E ancora, sempre più furibondo: «Nel 2001 il numero di persone affamate ha raggiunto la cifra di 826 milioni; 854 milioni di adulti analfabeti; 325 milioni di bambini che non vanno a scuola; 2 miliardi di persone che mancano di medicine essenziali a basso costo; 2,4 miliardi di persone che non dispongono di condizioni elementari di risanamento». Tutta colpa dei ricchi, degli sprechi, dell’egoismo dei potenti. Morale: vergogna, vergogna, vergogna.
Ma si sa, la morale ha sempre due facce: una severa che condanna senza appello ciò che fanno gli altri e una indulgente che assolve benevola ciò che fai tu. Anche quando hai quasi ottant’anni, guadagni 36 euro al mese, ti chiami Fidel Castro e hai appena fatto un mutuo con alcune banche russe di 96 milioni di dollari, prezzo stracciato, solo perché sei te, per acquistare due aerei Ilyushin 96-300, gioielli dell’aeronautica russa. Uno dei due aerei sarà tutto suo, di Fidel Castro in esclusiva: tra gli optional ha un ufficio personale, una stanza per le conferenze e tv satellitare con collegamento a internet. Praticamente identico all’aereo presidenziale di Vladimir Putin, che vola abitualmente su un Ilyushin-96 soprannominato «il Cremlino volante» dotato di mezzi di comunicazione sofisticatissimi che garantiscono collegamenti speciali con tutti i collaboratori a terra. Tra l’altro un modello nuovissimo tutto fabbricato in Russia, molto superiore per prestazioni e affidabilità a quello che gli aveva lasciato in eredità l’ex presidente Eltsin, una splendida macchina tecnologica ma con un allestimento realizzato in Svizzera e verniciato in Belgio. Insomma, un velivolo con troppi lifting per il prestigio della Madre Russia. Quello nuovo, gemello di quello di Fidel, è dello stesso tipo ma con allestimenti tecnologici made in Russia da fare impallidire persino l’Air Force One di George W. Bush con tanto di aquila bicefala dipinta sull’ala. Peccato che costi il doppio del precedente. Ma si sa che comunisti ed ex comunisti non badano certo a spese quando a pagare sono gli altri. L’accordo è stato sottoscritto a Mosca alla presenza, tra gli altri, del presidente di «Roseximbank», Nikolai Gavrilov. Fidel è stato trattato come un affezionato cliente: finanziamento immediato, senza garanzie, pagamento con comodo e pronta consegna. Il líder máximo aveva gli occhi che luccicavano per quel gioiellino, non ha smesso un attimo di ringraziare. Perché un mondo migliore sarà pure possibile. Ma un aereo migliore mica detto...
Massimo M. Veronese