Castronovo (Bmw): «Siamo “premium” anche nel difendere l’ambiente»

Incontro con il neopresidente del gruppo bavarese in Italia. «Soli ad avere il 40% della gamma composta da veicoli con emissioni di C02 sotto i 140 grammi per km. Nel 2008 battezzeremo la prima Sport activity coupé: è la X6 vista al Salone di Francoforte»

da Milano

«Il gruppo Bmw ritiene che l’auto, oltre a essere una fonte del piacere di guidare, è soprattutto una vera espressione di libertà individuale. Siamo pronti a dare il nostro contributo alle istituzioni per il miglioramento delle infrastrutture, dei parcheggi e di tutto ciò che è necessario per arrivare a una mobilità sostenibile. Non capisco l’accanimento contro questo settore. Anche la messa al bando da parte della Regione Lombardia dei motori diesel, esclusi dagli incentivi, è un segnale negativo: i motori di ultima generazione hanno praticamente risolto il problema delle polveri sottili e partecipano alla riduzione della CO2». Per Andrea Castronovo, neopresidente di Bmw Group Italia, quello del rispetto dell’ambiente è un tema a cui dare la massima priorità. E in questo senso il gruppo, attraverso il programma «EfficientDynamics», sta via via inserendo nel mercato modelli sempre più virtuosi. Sono anni che Bmw dà il suo apporto ai problemi ecologici, grazie alla ricerca sull’idrogeno e alla realizzazione di motori in grado di ridurre drasticamente consumi ed emissioni, senza penalizzare le prestazioni.
Dottor Castronovo, siamo dunque entrati nell’era dell’«EfficientDynamics»...
«Oggi siamo l’unico costruttore premium la cui gamma è per il 40% composta da autoveicoli con emissioni sotto i 140 grammi per chilometro di CO2. E questo, a esempio, grazie all’aerodinamica attiva, alla rigenerazione dell’energia in frenata e al sistema “start stop”. Ma c’è tanto altro ancora».
E le prestazioni?
«Garantiamo più prestazioni del 15/20% riducendo della stessa misura consumi ed emissioni nocive. Offriamo tutto questo di serie sui nostri modelli».
È da pochi mesi al vertice di Bmw: le sue prime sfide...
«Portare a termine il percorso impegnativo e di successo iniziato dal mio predecessore Marco Saltalamacchia e dal suo team. Venderemo alla fine dell’anno oltre 94mila modelli tra Bmw e Mini, più del 2006. C’è poi l’impegno di portare a compimento il rinnovo della rete».
E il testa a testa con Audi e Mercedes, senza dimenticare le ambizioni da marca premium di Alfa Romeo?
«Quando si parla di segmento di riferimento ci si riferisce a questi player. Nel nostro Paese quello premium pesa fra i 340 e i 350mila pezzi l’anno. In proposito Bmw vanta una quota importante. A noi interessa mantenere volumi da marca premium e garantire ai dealer la giusta redditività. Sono due condizioni per mantenere elevato il valore del brand».
Le novità viste a Francoforte...
«Parto da Mini che si muove in un contesto chic che ha visto l’ingresso della Fiat 500. La Clubman è un vero passo avanti, la rappresentazione di un modo diverso di essere unici».
Mini e 500, vede un duello?
«Costantemente la stampa ha messo l’una contro l’altra. E fa piacere essere considerati il benchmark»
E Bmw cosa ci riserva?
«Il concept X6 è il primo esempio di Sport activity coupé. Arriverà nel 2008, l’anno dopo ci sarà la versione ibrida. E poi c’è la Serie 1 Coupé».