In Catalogna partiti a corto idee: e negli spot c’è solo sesso

Questa volta il confine è stato fissato con un asciugamano che copre a malapena un corpo bagnato uscito dalla doccia. Strategia o fantasia, quest’anno la campagna elettorale in Catalogna si fa così: ai limiti del pornografico. La telecamera è tutta per lei, Montserrat Nebrera, ex candidata del Partito Popular che ora si presenta con il nuovo partito liberale Alternativa de Govern. Mezza nuda con un asciugamano bianco addosso, la Nebrera guarda fisso in camera e con voce languida e sensuale dice: «Se volessi provocare scandalo me lo toglierei ma sono convinta che in politica non tutto è permesso». Già. L’asciugamano, per questa volta, resta su. Eppure quella è solo la scena finale, perché per tutto il video una telecamera insegue il suono di gemiti di piacere che aumentano, la telecamera li cerca, ma non li trova, prima va in salotto, trova abiti sparsi per la stanza, poi va in camera da letto, i gemiti sono sempre più forti. Non ci sono dubbi, lo spettatore sa esattamente quello che si troverà davanti di lì a breve. La telecamera insegue le voci, va in giardino, niente, poi finalmente in bagno. È la volta buona. Ma quando arriva la telecamera la doccia è ormai vuota e appare lei, la Nebrera con l’asciugamano. Chiede agli elettori di votarla per «dire finalmente basta» e «cambiare sistema». Delusione per tutti gli spettatori che si aspettavano qualcosa di più succulento. È solo uno spot elettorale. Disillusione per tutti, forse anche per gli stessi elettori che mai avrebbero voluto vedere il proprio candidato ridotto così per attirare l’attenzione.
Ma la Nebrera non è l’unica. Nel clip dei giovani del Psc, i socialisti catalani, votare per Josè Montilla, il presidente regionale uscente, è come avere un orgasmo. Nel cortometraggio una ragazza va a alle urne, e quando prende la scheda elettorale non capisce più niente. Perde la testa. Anche in questo caso non ci sono dubbi. L’allusione è quella sessuale. E comunque, per essere chiari fino in fondo, alla fine del cortometraggio una scritta sottolinea: «Votare è un piacere». È così che la Catalogna si prepara al voto del 28 novembre. Con video propagandistici che hanno come tema il sesso. L’unico argomento che sembra ancora interessare. Non ci sono messaggi, non ci sono promesse. Solo immagini, allusioni e simulazioni di enormi piaceri. È la Spagna libera e senza tabù che si esprime con fantasia e libertà, che dà il meglio di sè. Lo aveva già fatto un candidato un paio d’anni fa in Catalogna. Nessuno si era scandalizzato quando il suo corpo praticamente nudo era apparso sui cartelloni di Barcellona. Sembrava il massimo consentito. Ma la sua idea è poi stata superata dall’assessore Maria Dolores Jimenez apparsa senza veli su Interviù. Il settimanale aveva titolato: «L’assessore surriscalda la campagna». Ma oggi la Spagna è andata ancora più avanti.