Catanesi imbufaliti: al ritorno la pagherete

Nel dopopartita Spalletti si è scusato. In televisione, a Perrotta («Giochiamo e ci divertiamo») replica caustico l’allenatore interista Mancini: «Però a Reggio non vi siete divertiti...»

Marcello Di Dio

da Roma

Imbarazzato, quasi con il volto contrito, Luciano Spalletti festeggia il 7-0 invitando tutti a tenere i piedi per terra, ma soprattutto aspettando e salutando nel sottopassaggio giocatori e dirigenti del Catania. «Lo faccio sempre - spiega il tecnico della Roma - e poi volevo rincuorarli, la vittoria larga è stata anche caratterizzata da episodi. Per questo non penso che siamo entrati nella storia, non è un risultato che ti permette di farlo. A me non piacciono gli entusiasmi, ma la moderazione: se si vince una partita 7-0, nella successiva si parte sempre con lo 0-0. Loro continuavano a pressare e ad aggredirci e non ci permettevano di controllare il gioco, ma una volta che perdevano il pallone, ecco che ci trovavamo spazi liberi davanti. La squadra ha come automatismo quello di trovare la profondità».
Spalletti non si azzarda a paragoni scomodi con il rugby, disciplina nella quale c’è il massimo rispetto per l’avversario. «Sarebbe più brutto e offensivo nei confronti degli avversari - è la sua giustificazione per aver infierito sul Catania - rinunciare a giocare. Diciamo che andare in vantaggio nella maniera corretta (stoccata a chi chiedeva il fallo di Panucci su Stovini mentre segna di testa, ndr.) ha dato una svolta alla partita. Ma il match è figlio soprattutto dell’episodio dell’espulsione. Catania presuntuoso? No, il loro modo di stare in campo è lo sviluppo di un certo lavoro e di una certa mentalità».
Simone Perrotta dopo la prima doppietta in carriera spiega il segreto della Roma: «Ci divertiamo, da un anno giochiamo un buon calcio. Questo è un buon gruppo, ci troviamo bene anche fuori dal campo». A Perrotta risponde attraverso i microfoni di Sky, e con una punta di sarcasmo, il tecnico dell’Inter Mancini: «Ma a Reggio la Roma non si è divertita... I giallorossi sono una grande squadra che si giocherà lo scudetto». L’amministratore delegato della Roma, Rosella Sensi, è felice per la «voglia di lottare dei giocatori per la maglia e per i tifosi e per aver visto tante famiglie sugli spalti». Conclude: «Ma fatemi restare con i piedi per terra». Concetto espresso anche da Christian Panucci, che dedica la doppietta al figlio Juan e pensa già alla sfida di Champions a Donetsk.
In casa siciliana Stovini spiega il battibecco a fine gara con Spalletti: «Forse ho alzato un po’ la voce, la partita era appena finita, ma poi ci siamo chiariti, siamo rientrati nello spogliatoio chiacchierando. Il gol di Panucci? Un po’ mi ha spinto...». Il presidente Pulvirenti non cerca scuse: «La superiorità la Roma l’ha dimostrata sul campo, accettiamo il risultato e guardiamo avanti. La Roma per me è la più forte del campionato. Chiedere alla Roma di fermarsi? Il calcio è uno sport e noi oggi abbiamo perso 7-0, va bene così. Parlare di arbitri anche mi sembra andare a cercare il pelo nell'uovo, la differenza è stata netta sul campo».
E il tecnico Marino aggiunge: «Si esce male da questa sconfitta, ma anche se avessimo perso 3-0 non avremmo preso punti. La partita è cominciata male e finita peggio. Questo ko deve darci energia per le prossime partite casalinghe e per il ritorno. Soprattutto per far vedere che tra noi e la Roma c’è sì differenza, ma non di 7 gol».